ABRUZZO
Una coppia americana acquista casa in Abruzzo per 13mila dollari
Cassandra Tresl e suo marito scelgono la regione per una vita più lenta e accessibile. La tendenza globale dei migranti interni che scoprono l'Italia
Marco Di Sante839 wordsEdition №29domenica 28 giugno 2026 — Edizione № 29

Cassandra Tresl e suo marito Alex Ninman hanno lasciato New York City e hanno acquistato una casa nella regione dell'Abruzzo in Italia per circa 13.100 dollari in contanti, spendendo altri 17.100 dollari per ristrutturarla. Secondo CNBC, la coppia americana ha trovato in Abruzzo un modo di vivere radicalmente diverso da quello che avevano negli Stati Uniti, con costi quotidiani inferiori e un ambiente più adatto a crescere la loro figlia.
La loro scelta riflette una tendenza più ampia di cittadini americani che scoprono le piccole città italiane come alternative a metropoli costose e frenetiche. Tresl ha dichiarato a CNBC di non riuscire a immaginare di tornare negli Stati Uniti nei prossimi anni, suggerendo che la transizione è stata non solo economica ma anche culturale e familiare.
Per l'Abruzzo, una regione che ha affrontato decenni di emigrazione verso il Nord Italia e verso l'estero, l'arrivo di nuovi abitanti stranieri rappresenta un fenomeno nuovo e potenzialmente significativo. Le piccole città della regione, molte delle quali hanno visto la popolazione diminuire costantemente, potrebbero trovare in questa dinamica una controcorrente alla spopolamento.
CNBC non specifica quale città abruzzese ha scelto la coppia, ma il racconto dei Ninman mette in luce gli elementi che attirano gli stranieri: prezzi delle proprietà straordinariamente bassi, costo della vita basso, comunità ristrette e una qualità della vita percepita come superiore a quella delle grandi città americane. La somma totale di 30.200 dollari per una casa e la sua ristrutturazione sarebbe impensabile in una qualsiasi città importante degli Stati Uniti.
La storia di Cassandra Tresl si inserisce in un contesto più ampio di migrazione interna globale. Negli ultimi anni, la pandemia di Covid-19 ha accelerato il fenomeno del lavoro remoto, permettendo ai professionisti americani di vivere dove desiderano, purché abbiano una connessione internet. L'Italia, con i suoi bassissimi costi immobiliari nei piccoli centri, è diventata una destinazione attraente per questo nuovo tipo di migrante.
L'Abruzzo, in particolare, ha caratteristiche che la rendono particolarmente interessante per questo pubblico. La regione offre accesso ai parchi nazionali dell'Appennino, una cucina tradizionale riconosciuta globalmente, e comunità piccole dove il ritmo della vita rimane legato ai cicli stagionali e agricoli. Allo stesso tempo, la regione ha visto il suo declino demografico accelerarsi negli ultimi decenni, con i giovani che si trasferiscono verso nord o all'estero in cerca di opportunità di lavoro.
Secondo CNBC, la coppia vive ora in una piccola città dove la vita è più lenta e i costi quotidiani sono inferiori. Questo suggerisce che hanno scelto uno dei tanti borghi abruzzesi che punteggiano la regione, molti dei quali offrono case a prezzi straordinariamente bassi proprio per incentivare il ripopolamento. Alcune amministrazioni comunali in Italia centrale, inclusa l'Abruzzo, hanno lanciato programmi per vendere case a prezzi simbolici ai giovani o a stranieri disposti a trasferirsi e investire nella comunità locale.
Il fenomeno dei cosiddetti 'digital nomad' o 'remote workers' internazionali rappresenta una delle poche forze che potrebbe contrastare il declino demografico delle aree interne italiane. Se centinaia o migliaia di stranieri seguissero l'esempio dei Ninman, potrebbero generare effetti economici significativi: spesa locale, investimenti immobiliari, e soprattutto la stabilizzazione demografica di comunità altrimenti destinate a scomparire.
Tuttavia, l'arrivo di stranieri nelle piccole comunità italiane comporta anche sfide. La barriera linguistica, l'integrazione culturale, e la capacità delle infrastrutture locali di accogliere nuovi abitanti sono questioni concrete. Inoltre, il fenomeno dei 'forestieri' che comprano case a bassissimo prezzo in borghi storici ha sollevato preoccupazioni in altre regioni italiane riguardo al rischio di gentrificazione culturale e alla perdita dell'identità locale.
Per l'Abruzzo, la storia dei Ninman rappresenta una possibilità concreta. La regione, ancora segnata dalle conseguenze del terremoto di L'Aquila del 2009, ha bisogno di nuove energie e di nuovi abitanti che investano nelle comunità locali. Se il fenomeno continua a crescere, potrebbe contribuire a stabilizzare il tessuto demografico di paesi e borghi che altrimenti sarebbero destinati al progressivo abbandono.
CNBC non fornisce dettagli su come la coppia sostiene economicamente il suo stile di vita in Italia, ma il fatto che possano permettersi di lasciare il mercato del lavoro americano suggerisce che hanno risorse sufficienti o che uno o entrambi lavorano da remoto. Questo modello è sempre più comune tra i professionisti americani che hanno negoziato accordi di lavoro flessibili con i loro datori di lavoro.
La visibilità mediatica della storia dei Ninman su una testata come CNBC, che raggiunge milioni di lettori americani, potrebbe innescare una reazione a catena. Altre persone in situazioni simili potrebbero essere incoraggiate a considerare l'Italia, e l'Abruzzo in particolare, come alternativa ai costi proibitivi delle città americane.
Nel contesto più ampio dell'Italia, l'arrivo di stranieri che scelgono di vivere nei piccoli comuni rappresenta un'inversione della narrazione abituale di emigrazione italiana. Per generazioni, gli italiani hanno lasciato i loro paesi per cercare fortuna altrove. Ora, almeno in alcuni casi, gli stranieri stanno scoprendo il valore di ciò che gli italiani hanno lasciato alle spalle: comunità piccole, paesaggi intatti, e un costo della vita che permette una qualità della vita superiore. Per l'Abruzzo, questo potrebbe rappresentare un'opportunità concreta di rivitalizzazione demografica e culturale.
