ABRUZZO
Permessi di soggiorno in aumento, cittadinanze in calo: l'Italia che cambia
The Local Italy riporta un forte aumento dei permessi nel 2025 e un calo delle richieste di cittadinanza. Per l'Abruzzo interno è una domanda su chi resta
Marco Di Sante687 wordsEdition №160sabato 24 ottobre 2026 — Edizione № 160
The Local Italy ha riferito venerdì che l'Italia ha registrato nel 2025 un forte aumento dei permessi di soggiorno rilasciati, con gli incrementi maggiori per studenti e familiari. Nello stesso periodo, le nuove richieste di cittadinanza sono diminuite, in particolare tra coloro che hanno origini italiane.
Sono due movimenti opposti che raccontano un Paese in trasformazione. Da un lato l'Italia attrae studenti e famiglie straniere; dall'altro i discendenti italiani all'estero, un tempo protagonisti del cosiddetto turismo delle radici, presentano meno domande di cittadinanza.
Per l'Abruzzo, regione di emigrazione storica e oggi di spopolamento montano, la notizia ha un doppio significato. I permessi di soggiorno in aumento parlano di nuovi residenti che potrebbero stabilirsi nei paesi che si svuotano; il calo delle cittadinanze parla di un legame con la diaspora che si allenta.
The Local Italy non fornisce nella notizia i dati disaggregati per regione, e la redazione non può quindi attribuire all'Abruzzo cifre specifiche. Ma il quadro nazionale basta a porre una domanda che riguarda direttamente l'Appennino: chi resta, e a quali condizioni.
Il dato riportato da The Local Italy arriva in un momento in cui la stampa internazionale guarda all'Italia soprattutto per le sue fratture: le proteste giovanili, lo spopolamento, il divario tra Nord e Sud. La notizia sui permessi di soggiorno aggiunge un tassello meno drammatico ma altrettanto significativo.
L'aumento dei permessi per studenti e familiari suggerisce che l'Italia continua a essere un paese di arrivo, non solo di partenza. È un fatto che la copertura estera tende a sottolineare meno rispetto ai sbarchi e alle crisi migratorie, ma che incide sulla composizione della popolazione e sul mercato del lavoro.
Il calo delle richieste di cittadinanza tra chi ha origini italiane è invece un segnale di segno opposto. Per decenni i discendenti degli emigrati italiani hanno rappresentato un canale di rientro, spesso legato a comuni del Mezzogiorno e delle aree interne. Se le domande diminuiscono, significa che quel legame si sta raffreddando, o che le procedure sono diventate più complesse.
Per l'Abruzzo, terra di emigrazione verso l'Europa e le Americhe nel Novecento, il fenomeno ha una risonanza particolare. Molti paesi dell'entroterra hanno visto partire intere generazioni e hanno poi cercato nei discendenti all'estero una possibilità di ripopolamento, tra case recuperate e progetti di turismo delle radici.
La domanda che The Local Italy lascia aperta è chi siano i nuovi titolari dei permessi di soggiorno e dove si stabiliscano. La notizia non lo dice. Ma la montagna abruzzese, che ha conosciuto sia l'emigrazione sia l'arrivo di famiglie straniere impiegate nell'agricoltura e nell'assistenza, sa che la differenza tra un permesso temporaneo e una cittadinanza è la differenza tra un passaggio e una comunità.
Il quadro nazionale descritto dalla testata va letto insieme ad altri segnali che la stampa estera ha riportato questa settimana. The Local Italy ha anche riferito che il Parlamento europeo ha approvato nuove tutele per i viaggiatori e che l'Italia si prepara a un novembre di scadenze e scioperi nei trasporti. Sono tasselli di un Paese che cambia composizione mentre discute di altro.
La frattura generazionale raccontata dal Guardian a Milano e il calo delle cittadinanze descritto da The Local Italy non sono la stessa storia, ma si toccano. Entrambi parlano di legami che si spezzano: tra giovani e istituzioni, tra discendenti e terra d'origine. In entrambi i casi, la domanda è chi si sente ancora parte di una comunità.
Per l'Appennino abruzzese la risposta non è mai stata solo demografica. È anche una questione di servizi: scuole, ambulatori, trasporti. Senza questi, un permesso di soggiorno non diventa residenza stabile, e una cittadinanza non diventa ritorno. La notizia di The Local Italy, letta da qui, è un promemoria che i numeri nazionali non bastano a raccontare la montagna.
La redazione non ha dati regionali a sostegno, e non ne inventa. Ma il quadro che la stampa estera offre basta a porre la questione che l'Abruzzo interno si trova ad affrontare: come trattenere chi arriva e come riallacciare il legame con chi è partito, in un Paese che, secondo i dati riportati, accoglie più studenti e famiglie ma riceve meno domande di cittadinanza dai discendenti.
