ECONOMIA
Affitti brevi sotto assedio: Firenze apre la strada, le altre città seguono
Con la crescita del PIL ferma allo 0,7%, il turismo resta un pilastro — ma le città iniziano a contarne il costo.
Ufficio Economia481 wordsEdition №7domenica 7 giugno 2026 — Edizione № 7

Firenze ha approvato giovedì scorso l'estensione del blocco agli affitti brevi a nove quartieri residenziali oltre al centro storico, dove i nuovi annunci di tipo Airbnb erano cresciuti in modo sostenuto. Lo riferisce The Local Italy, che inquadra la mossa fiorentina come la prima applicazione sistematica di un divieto municipale agli affitti turistici in Italia, in assenza di una normativa nazionale. Altre città stanno valutando misure analoghe.
La notizia arriva in un momento in cui l'economia italiana cresce, ma con cautela. Il PIL ha segnato un aumento dello 0,7% nel 2024 — un ritmo che, pur positivo, lascia poco margine per gli squilibri strutturali. L'inflazione è rimasta contenuta, sotto l'1%, il che ha preservato il potere d'acquisto delle famiglie, ma non ha accelerato i consumi interni in modo significativo.
Il turismo è da anni uno dei pochi settori in cui l'Italia registra surplus commerciali robusti. Eppure la pressione sulle abitazioni nelle città d'arte ha un costo che non appare nei conti del PIL: la riduzione dell'offerta di case in affitto per i residenti, l'aumento dei prezzi e, in alcuni quartieri, lo svuotamento della vita di comunità. Le amministrazioni locali stanno cercando di correggere questo effetto senza rinunciare ai flussi di spesa turistica.
Sul fronte valutario, l'euro ha perso terreno rispetto al dollaro nelle ultime settimane: il cambio EUR/USD è sceso da 1,1761 del 8 maggio a 1,164 del 5 giugno. Un euro più debole rende l'Italia più conveniente per i visitatori americani e asiatici, rafforzando nel breve periodo la domanda turistica. Il cambio con lo yuan cinese si attesta a 7,88, mentre con la sterlina britannica l'euro vale 0,864 — un dato rilevante perché il Regno Unito rimane uno dei principali mercati di provenienza per il turismo urbano italiano.
La disoccupazione si attesta al 6,4% nel 2025, un livello storicamente contenuto per l'Italia, ma che nasconde divari geografici profondi. Il settore degli affitti brevi ha creato occupazione informale e microimprenditoria diffusa, soprattutto nelle regioni meridionali e nelle città d'arte. Le restrizioni municipali, se si allargheranno, potrebbero ridistribuire questa occupazione verso il settore alberghiero tradizionale, con effetti ancora da valutare.
The Local Italy segnala che la questione degli affitti brevi è emersa in un contesto più ampio di crisi dell'accessibilità abitativa: in assenza di un intervento nazionale, ogni comune si muove in ordine sparso, con rischi di frammentazione normativa che complicano la vita agli operatori e agli investitori. L'Unione europea ha sollecitato l'Italia su temi connessi — dalla disuguaglianza patrimoniale alla tassazione delle rendite — senza finora ottenere risposte legislative organiche.
Il quadro che emerge è quello di un'economia che cresce poco, dipende molto dalla spesa estera e fatica a distribuire i benefici del turismo in modo equilibrato tra residenti e visitatori. Le mosse di Firenze e delle altre città non sono ancora una politica nazionale, ma indicano che la pressione politica su questo tema è destinata a crescere nelle prossime stagioni.
