LOMBARDIA
Gli affitti brevi trasformano Milano: la crisi abitativa raggiunge il nord
Mentre Firenze estende il divieto alle locazioni turistiche, Milano affronta una pressione crescente sui prezzi degli immobili. La Lombardia guarda alle restrizioni.
Beatrice Comolli765 wordsEdition №8domenica 7 giugno 2026 — Edizione № 8

La crisi degli affitti brevi ha raggiunto la Lombardia con forza. Mentre Firenze ha esteso giovedì il divieto sulle locazioni turistiche a breve termine a nove quartieri residenziali oltre il centro storico, Milano affronta una pressione crescente sui prezzi degli immobili e sulla disponibilità di alloggi per residenti permanenti.
Secondo The Local Italy, le città italiane stanno prendendo misure drastiche in assenza di restrizioni nazionali. Firenze, che ha lanciato il primo blocco totale degli affitti brevi nel centro storico, ha ora esteso il congelamento a zone residenziali dove le nuove inserzioni Airbnb-style sono esplose negli ultimi due anni.
Per Milano, il fenomeno è ancora più accentuato. La città attrae turisti da tutto il mondo e ospita due settimane di moda all'anno, creando una domanda costante di alloggi a breve termine. Secondo Bloomberg, che ha analizzato i dati del mercato immobiliare milanese, il numero di proprietà disponibili per affitti brevi è cresciuto del 34 per cento tra il 2023 e il 2026.
L'impatto sulla disponibilità abitativa è drammatico. Secondo Reuters, che ha intervistato residenti e agenti immobiliari a Milano, il numero di appartamenti disponibili per affitti a lungo termine è diminuito del 18 per cento nello stesso periodo. I proprietari, attratti dai rendimenti più alti degli affitti brevi, hanno convertito le loro proprietà, riducendo l'offerta per chi cerca una casa permanente.
I prezzi degli affitti a Milano hanno registrato un aumento medio del 22 per cento dal 2023. Un monolocale nel centro città, che nel 2023 costava in media 900 euro al mese, ora supera i 1.100 euro. Secondo il Guardian, che ha riportato sulla crisi abitativa nelle grandi città europee, Milano è diventata una delle capitali più care d'Europa per i giovani lavoratori.
La situazione è particolarmente acuta nei quartieri storicamente residenziali come Navigli, Brera e Isola, dove i proprietari hanno scoperto che una singola proprietà può generare 3.000-4.000 euro al mese attraverso affitti brevi, rispetto ai 1.200-1.500 euro di un affitto annuale tradizionale.
L'amministrazione comunale di Milano ha iniziato a discutere di restrizioni simili a quelle di Firenze. Secondo fonti citate da The Local Italy, il consiglio comunale sta valutando un divieto parziale sugli affitti brevi in aree residenziali, ma il processo è complicato dalla resistenza dei proprietari e dalla complessità della regolamentazione.
La Lombardia nel suo insieme affronta una dinamica diversa rispetto a Firenze. Mentre Firenze è una città d'arte dove il turismo è concentrato nel centro storico, Milano è una metropoli moderna con un'economia diversificata. Gli affitti brevi si sono diffusi in tutta la città, non solo nel centro, rendendo più difficile una soluzione localizzata.
L'impatto economico è significativo anche per la regione. Secondo il Financial Times, che ha analizzato l'economia del turismo urbano, le piattaforme di affitti brevi generano circa 400 milioni di euro all'anno in entrate per i proprietari milanesi, ma questo viene fatto a scapito della disponibilità abitativa per i residenti permanenti.
Il mercato del turismo a Milano rimane robusto. La città ha registrato 9,2 milioni di presenze turistiche nel 2025, secondo i dati dell'ente del turismo milanese. Questo volume di visitatori crea una domanda costante di alloggi a breve termine, che continua a spingere i proprietari a convertire le loro proprietà.
Le settimane della moda rimangono un driver cruciale. Durante la Milano Fashion Week, gli affitti brevi raggiungono prezzi astronomici: un appartamento di due camere può affittarsi per 3.000-5.000 euro a notte durante la settimana della moda. Questo incentivo economico è difficile da contrastare per i proprietari.
La soluzione nazionale rimane elusa. Secondo Reuters, il governo italiano ha discusso di una tassa nazionale sugli affitti brevi e di obblighi di registrazione, ma nessuna legge è stata ancora approvata. Nel frattempo, le città stanno agendo autonomamente, creando un mosaico di regolamenti locali.
Per la Lombardia, il rischio è che una restrizione unilaterale di Milano potrebbe semplicemente spostare la domanda verso comuni limitrofi come Monza, Lodi o Piacenza, dove gli affitti brevi rimangono non regolamentati. Secondo The Local Italy, questo è esattamente quello che è accaduto in altre città europee che hanno introdotto restrizioni senza coordinamento regionale.
L'impatto sociale è crescente. I giovani professionisti e gli studenti trovano sempre più difficile trovare alloggi accessibili a Milano. Secondo il Guardian, che ha intervistato residenti, molti stanno considerando di trasferirsi in altre città europee dove il costo della vita rimane più basso.
Firenze ha scelto di agire in modo radicale, bloccando completamente i nuovi affitti brevi nel centro storico e ora estendendo il divieto. Milano sta ancora valutando approcci più graduali, ma la pressione per agire sta crescendo. Secondo fonti citate da The Local Italy, una decisione finale potrebbe arrivare entro l'estate.
