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PUGLIA

Regole Ue sugli affitti brevi, il turismo pugliese osserva

Bruxelles prepara limiti agli affitti turistici come Airbnb: per le città del Sud una sfida tra housing e turismo

Francesca Lazzari880 wordsEdition №106domenica 6 settembre 2026 — Edizione № 106

L'Unione Europea sta per stabilire regole che aiutino le città del continente a limitare gli affitti a breve termine come Airbnb, nel tentativo di affrontare l'aumento dei prezzi delle case, secondo i piani visti da AFP venerdì e riportati da The Local Italy. Il provvedimento arriva in un momento in cui il fenomeno degli affitti turistici ha trasformato il volto di molte città italiane, da Venezia a Firenze.

Per la Puglia, regione che ha visto crescere esponenzialmente il turismo negli ultimi anni, la questione degli affitti brevi tocca un equilibrio delicato tra sviluppo economico e diritto all'abitazione. Le città costiere come Bari, Polignano a Mare e le località del Salento hanno registrato un aumento dei prezzi degli immobili legato alla pressione turistica, un fenomeno che la stampa internazionale ha documentato in tutta Italia.

Il piano dell'UE, secondo quanto riportato da The Local Italy sulla base di AFP, si propone di dare alle città europee strumenti normativi per contenere gli affitti a breve termine. La misura arriva dopo anni di crescita incontrollata delle piattaforme di home-sharing, che hanno sottratto abitazioni al mercato residenziale nelle destinazioni più gettonate, facendo salire i canoni per i residenti.

In Italia il fenomeno ha assunto proporzioni particolarmente visibili. Venezia, Firenze e Roma sono state le prime città a sperimentare la pressione degli affitti turistici, con interi quartieri trasformati in alberghi diffusi. Ma il fenomeno si è esteso rapidamente alle destinazioni emergenti del Mezzogiorno, dove la Puglia rappresenta un caso emblematico: da regione poco conosciuta a meta internazionale in poco più di un decennio, trainata dal Salento e dalla Valle d'Itria.

I borghi pugliesi come Alberobello, con i suoi trulli patrimonio UNESCO, o Ostuni, la cosiddetta 'città bianca', hanno visto una moltiplicazione di annunci di affitti brevi. Secondo la copertura internazionale del turismo italiano, la Puglia è stata indicata come una delle destinazioni in più rapida crescita nel Mediterraneo, con un aumento costante di arrivi dall'estero, in particolare da Regno Unito, Germania e Stati Uniti.

Il rovescio della medaglia è il prezzo delle case per i residenti. Nei centri storici di Bari e delle cittadine costiere, i proprietari preferiscono affittare ai turisti a prezzi giornalieri piuttosto che a residenti con contratti a lungo termine. Il risultato è una riduzione dell'offerta abitativa per chi lavora in queste città, con giovani e lavoratori stagionali che faticano a trovare alloggi a prezzi accessibili.

Le regole europee in preparazione, secondo i piani visti da AFP, dovrebbero dare ai comuni la possibilità di introdurre limiti più stringenti agli affitti brevi senza incorrere in conflitti con il diritto comunitario alla libera circolazione dei servizi. Si tratterebbe di un cambio di paradigma rispetto al quadro attuale, che ha reso difficili le ordinanze locali restrittive.

La stampa internazionale ha collegato il provvedimento al più ampio tema della crisi abitativa nelle città europee, dove i prezzi degli immobili sono cresciuti molto più rapidamente dei salari. L'Italia, con il suo patrimonio storico concentrato nei centri urbani, è tra i paesi più esposti alla trasformazione turistica dei quartieri residenziali.

Per la Puglia la sfida è duplice. Da un lato, il turismo rappresenta una delle poche voci in crescita dell'economia regionale, con un indotto che coinvolge ristorazione, trasporti e artigianato. Dall'altro, la pressione sugli alloggi rischia di svuotare i centri storici dei loro abitanti permanenti, trasformandoli in scenografie per visitatori, un destino che ha già colpito altre città italiane e che la stampa estera ha documentato con crescente attenzione.

Il dibattito è particolarmente acceso nelle città d'arte e nelle località balneari. A Bari Vecchia, il quartiere antico che ha conosciuto una rinascita turistica grazie al suo mercato e alle sue stradine, i residenti storici convivono con un numero crescente di strutture ricettive. Le associazioni di categoria del turismo, citate dalla stampa internazionale in altri contesti, hanno sempre difeso gli affitti brevi come strumento di reddito complementare per le famiglie.

Le nuove regole europee, quando saranno adottate, lasceranno probabilmente margini di manovra ai comuni. Secondo i piani visti da AFP, l'obiettivo è aiutare le città a trovare un equilibrio tra le esigenze del turismo e quelle dei residenti. Per i comuni pugliesi, che hanno costruito gran parte della loro strategia di sviluppo sul turismo, la sfida sarà applicare le nuove regole senza uccidere la gallina dalle uova d'oro.

Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio di regolamentazione delle piattaforme digitali a livello europeo. L'Italia, con il suo enorme patrimonio artistico e culturale, è uno dei paesi più interessati dalla questione. La stampa estera ha più volte sottolineato come il modello di sviluppo turistico italiano debba essere ripensato per evitare il sovraffollamento e la gentrificazione dei centri storici.

In Puglia, la discussione sulle regole europee arriva in un momento di riflessione sul modello di sviluppo turistico regionale. Dopo anni di crescita quasi ininterrotta, alcune destinazioni del Salento hanno cominciato a mostrare segni di saturazione nei mesi estivi, con infrastrutture sotto pressione e spiagge affollate. La sfida per i prossimi anni sarà quella di qualificare l'offerta turistica, distribuendo i flussi su tutto l'anno e su un territorio più ampio, senza per questo sacrificare il diritto dei residenti a vivere nelle proprie città.

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