PUGLIA
Le città italiane chiudono agli affitti brevi, Firenze estende il divieto
Mentre Firenze espande le restrizioni su Airbnb, la Puglia turistica si interroga su come gestire il boom senza perdere il controllo urbano
Francesca Lazzari1,089 wordsEdition №7domenica 7 giugno 2026 — Edizione № 7

Il consiglio comunale di Firenze ha approvato giovedì l'espansione del divieto sugli affitti brevi oltre il centro storico, coprendo ora nove aree residenziali dove le piattaforme come Airbnb hanno moltiplicato le inserzioni negli ultimi anni. Secondo The Local Italy, Firenze è diventata il modello per altre città italiane che cercano di arginare l'impatto del turismo di massa sugli alloggi e sulla qualità della vita urbana.
La decisione di Firenze riflette una tensione che attraversa l'Italia: il turismo genera ricchezza, ma il boom degli affitti brevi sta trasformando interi quartieri in hotel a cielo aperto, spingendo i residenti a trasferirsi e i prezzi degli affitti a salire. The Local Italy ha documentato come altre città italiane stiano seguendo l'esempio fiorentino.
La Puglia, con i suoi centri storici affollati e il boom turistico estivo, affronta lo stesso dilemma. Bari, Lecce e i borghi del Salento hanno visto moltiplicarsi gli affitti brevi negli ultimi cinque anni. A differenza di Firenze, però, la Puglia non ha ancora adottato restrizioni nazionali.
The Local Italy ha descritto la mossa di Firenze come parte di una strategia più ampia di contenimento del turismo di massa. La città toscana è stata la prima in Italia ad adottare un congelamento degli affitti brevi nel centro storico; ora estende il divieto a quartieri come Santo Spirito, Oltrarno e altre aree dove i residenti hanno protestato contro la trasformazione della loro città.
Secondo The Local Italy, il fenomeno è guidato da dati chiari: negli ultimi cinque anni, il numero di appartamenti disponibili per l'affitto a lungo termine è crollato in tutte le principali città italiane, mentre gli affitti brevi sono esplosi. A Firenze, il problema è diventato così acuto che il governo comunale ha deciso di agire.
La Puglia conosce bene questa dinamica, anche se in forme leggermente diverse. Lecce, il capoluogo del Salento, ha visto il suo centro storico trasformarsi in una destinazione turistica globale negli ultimi dieci anni. I palazzi barocchi sono stati convertiti in guest house e appartamenti per turisti. I residenti locali, in particolare i giovani, hanno iniziato a trasferirsi in periferia o a lasciare la città.
Bari, la capitale regionale, affronta una dinamica simile ma più complessa. Il centro storico della Città Vecchia, patrimonio UNESCO, attrae centinaia di migliaia di turisti ogni anno. Gli affitti brevi si sono moltiplicati, ma il fenomeno è meno visibile che a Lecce perché la città è più grande e più diversificata economicamente.
The Local Italy ha intervistato sindaci e assessori di diverse città italiane. Tutti concordano su un punto: senza restrizioni nazionali, le città sono costrette ad agire da sole, creando un patchwork di regole diverse. Questo rende difficile per le piattaforme operare e per i turisti capire cosa è permesso dove.
In Puglia, il settore alberghiero tradizionale ha iniziato a protestare contro la concorrenza degli affitti brevi. Gli hotel a Lecce e Bari sostengono che le piattaforme come Airbnb operano senza le stesse regolamentazioni e tasse che gravano su di loro. The Local Italy ha documentato come questo conflitto stia diventando politicamente rilevante.
La stampa internazionale ha notato che il fenomeno degli affitti brevi è parte di una più ampia crisi abitativa in Italia. The Local Italy ha riportato come il costo degli affitti a lungo termine sia aumentato significativamente nelle città turistiche, spingendo i residenti a trasferirsi in aree più periferiche o a lasciare le città del tutto.
In Puglia, questo ha conseguenze particolari. Lecce e altri centri del Salento sono diventati destinazioni per il turismo culturale e di lusso. I prezzi degli affitti sono aumentati, ma i salari locali non hanno seguito. I giovani professionisti — insegnanti, medici, avvocati — trovano sempre più difficile vivere nei centri storici dove lavorano.
The Local Italy ha sottolineato che il problema è aggravato dall'assenza di una politica nazionale coerente. L'Italia non ha una legge nazionale sugli affitti brevi; ogni città deve inventarsi le proprie regole. Questo crea incertezza per i proprietari e confusione per i turisti.
Firenze ha scelto di vietare completamente i nuovi affitti brevi in determinate aree. Altre città, come Venezia, hanno optato per quote e licenze. The Local Italy ha notato che non esiste un modello unico che funzioni per tutte le città.
La Puglia, finora, non ha adottato misure radicali come Firenze. Ma la pressione sta aumentando. I sindaci di Lecce e Bari hanno iniziato a discutere di possibili restrizioni. Il turismo rimane una fonte cruciale di reddito per la regione, ma la qualità della vita urbana è diventata una preoccupazione crescente.
The Local Italy ha intervistato residenti di Firenze che hanno espresso sollievo per la decisione del consiglio comunale. Molti hanno detto che la loro città era diventata irriconoscibile, trasformata in un parco tematico per turisti. Lecce e Bari rischiano di seguire lo stesso percorso.
La stampa internazionale ha notato anche una dimensione di giustizia sociale. Gli affitti brevi tendono a concentrarsi nei centri storici, spesso nelle aree più belle e culturalmente significative. Questo significa che il turismo di massa sta colonizzando gli spazi dove vivono i residenti più poveri, spingendoli fuori dalle loro comunità.
In Puglia, questo è particolarmente evidente a Lecce, dove il centro storico barocco è stato trasformato in una destinazione turistica globale. I residenti originari sono stati gradualmente sostituiti da proprietari di case vacanza e gestori di guest house. The Local Italy ha descritto questo come un processo di gentrificazione turistica.
La decisione di Firenze potrebbe avere conseguenze anche per la Puglia. Se altre città italiane seguono l'esempio fiorentino, potrebbe crearsi una pressione politica per restrizioni nazionali. Questo potrebbe costringere la Puglia a scegliere: proteggere i residenti o massimizzare i guadagni dal turismo.
Per ora, la Puglia rimane in una posizione di attesa. Il turismo estivo continua a crescere, gli affitti brevi continuano a moltiplicarsi, e i residenti continuano a trasferirsi. Ma il modello di Firenze suggerisce che il cambiamento potrebbe arrivare presto.
