MOLISE
Le città italiane frenano gli affitti brevi. Il Molise guarda da lontano.
Firenze e altre metropoli vietano i B&B per salvare le abitazioni. Nel Sud spopolato, il fenomeno è ancora marginale — ma la lezione arriva.
Antonio Petrella1,289 wordsEdition №7domenica 7 giugno 2026 — Edizione № 7

Firenze ha approvato giovedì l'espansione del suo divieto sugli affitti brevi a nove quartieri residenziali al di fuori del centro storico. Secondo The Local Italy, la decisione rappresenta il primo congelamento su larga scala in Italia delle nuove iscrizioni di proprietà su piattaforme come Airbnb. Il consiglio comunale ha agito in risposta a una crisi abitativa acuta: i prezzi degli affitti nel centro storico sono triplicati negli ultimi dieci anni, e le famiglie locali sono state spinte fuori dalla città.
La mossa di Firenze segue quella di Venezia e altre città italiane che hanno introdotto restrizioni simili. The Local Italy ha riferito che l'assenza di norme nazionali ha costretto le amministrazioni locali ad agire autonomamente. L'Unione europea ha esortato l'Italia a affrontare la crisi abitativa, ma Roma non ha ancora legiferato. Nel frattempo, le città si difendono da sole.
Il fenomeno degli affitti brevi ha trasformato i centri storici italiani in «parchi a tema», secondo la descrizione del Guardian. I residenti locali sono stati sostituiti da turisti in rotazione. I negozi tradizionali hanno chiuso, rimpiazzati da ristoranti per turisti e negozi di souvenir. La stampa internazionale ha notato che città come Firenze, Venezia e Roma stanno diventando sempre meno «città» e sempre più «attrazioni».
Il divieto di Firenze colpisce un settore che è cresciuto in modo esplosivo negli ultimi dieci anni. Secondo i dati citati da The Local Italy, le piattaforme di affitti brevi hanno trasformato il mercato immobiliare italiano. A Firenze, circa il 10 per cento delle abitazioni nel centro storico è ora destinato al turismo, non alla residenza. A Venezia, la percentuale è ancora più alta. Il risultato è una città svuotata di abitanti permanenti.
La crisi abitativa nelle grandi città italiane è stata amplificata dalla pandemia. Quando i turisti sono scomparsi nel 2020, molti proprietari hanno mantenuto le loro proprietà vuote, in attesa del ritorno dei visitatori, piuttosto che affittarle a lungo termine a prezzi inferiori. Ora che il turismo è tornato, il mercato degli affitti brevi è ancora più competitivo, e i proprietari hanno ancora meno incentivo a offrire abitazioni a lungo termine.
The Local Italy ha intervistato residenti di Firenze che descrivono una città trasformata. I bambini sono spariti dalle scuole del centro storico. Gli anziani rimangono, ma sono sempre più isolati. I giovani non possono permettersi di vivere dove sono nati. La stampa straniera ha notato l'ironia: Firenze è una città costruita sulla storia, ma sta perdendo i suoi abitanti contemporanei.
Per il Molise, il divieto di Firenze rappresenta un problema che non esiste — o almeno non ancora. La regione ha il problema opposto: troppe case vuote, non abbastanza abitanti. Secondo i dati demografici citati dalla stampa internazionale, il Molise ha perso circa il 20 per cento della sua popolazione negli ultimi trent'anni. I giovani se ne sono andati verso il Nord, verso l'estero, in cerca di lavoro. Le case rimangono vuote, ereditate da figli che vivono altrove e non sanno cosa farne.
Negli ultimi anni, alcuni comuni molisani hanno provato a invertire il trend offrendo incentivi ai nuovi abitanti. Secondo i rapporti delle agenzie internazionali, paesi come Riace in Calabria e alcuni comuni del Molise hanno offerto case gratuite o a prezzi simbolici a chiunque fosse disposto a trasferirsi e vivere permanentemente. Questi programmi hanno attirato l'attenzione della stampa mondiale come esempi di «turismo inverso» — non turisti che visitano, ma persone che si trasferiscono permanentemente.
Tuttavia, il fenomeno degli affitti brevi non ha ancora raggiunto il Molise su larga scala. Non perché la regione non sia attraente — il Molise ha paesaggi rurali intatti, un patrimonio culturale ricco, una cucina tradizionale — ma perché manca l'infrastruttura turistica. Non ci sono voli diretti verso Campobasso. Gli hotel sono pochi. Le strade sono strette e difficili. Il turismo di massa, che ha trasformato Firenze e Venezia, non ha ancora scoperto il Molise.
Eppure, secondo alcuni articoli della stampa estera sul turismo rurale in Italia, il Molise potrebbe diventare una destinazione per il «turismo lento» — viaggiatori che cercano autenticità, non comodità. Se questo accadesse, il Molise potrebbe affrontare lo stesso dilemma di Firenze: come bilanciare l'afflusso di turisti con la necessità di mantenere una comunità locale vivente.
La lezione di Firenze per il Molise è complessa. Da un lato, il turismo porta denaro e occupazione. Dall'altro, il turismo di massa distrugge ciò che lo rende attraente. Secondo The Guardian, le città italiane stanno imparando questa lezione troppo tardi. Firenze ha dovuto vietare i nuovi affitti brevi solo dopo che il centro storico era già stato svuotato di residenti.
Per il Molise, la sfida è diversa. La regione non ha bisogno di proteggere i residenti dal turismo — ha bisogno di attrarre sia residenti che turisti. Come può una regione spopolata diventare una destinazione turistica senza ripetere gli errori di Firenze? Come può il Molise accogliere visitatori senza trasformarsi in un parco a tema?
The Local Italy ha notato che le restrizioni sugli affitti brevi rappresentano un cambio di paradigma nelle città italiane. Per decenni, il turismo è stato considerato una soluzione alla crisi economica del Paese. Ora, le città stanno scoprendo che il turismo non risolve la crisi abitativa — la aggrava. Le amministrazioni locali stanno iniziando a chiedersi se il turismo di massa sia davvero quello che vogliono.
Per il Molise, questa domanda è ancora lontana. La regione non ha ancora il problema del turismo di massa. Ma ha il problema della depopulazione. Se il Molise riuscisse ad attrarre turisti e nuovi residenti, potrebbe evitare gli errori di Firenze. Potrebbe costruire un modello di turismo sostenibile, che non distrugga la comunità locale ma la rinforzi.
Tuttavia, secondo la stampa internazionale, questo richiede una visione a lungo termine e una pianificazione attenta. Richiede investimenti in infrastrutture, in formazione, in servizi. Richiede una decisione consapevole di cosa il Molise vuole diventare. Attualmente, il Molise rimane invisibile al turismo internazionale. Ma questa invisibilità potrebbe essere un vantaggio — un'opportunità per pianificare il futuro prima che il turismo arrivi e lo trasformi irrevocabilmente.
Filing from Campobasso — yes, it exists.
