TRENTINO-ALTO ADIGE
Il turismo alpino affronta la crisi degli affitti brevi: Trentino-Alto Adige tra economia e sostenibilità
Mentre Firenze e Venezia limitano gli Airbnb, le città montane della regione si confrontano con l'impatto della trasformazione abitativa. Una tensione tra ricchezza turistica e vivibilità.
Klara Hofer1,480 wordsEdition №8domenica 7 giugno 2026 — Edizione № 8

Firenze ha approvato giovedì l'espansione del divieto agli affitti brevi a nove quartieri residenziali oltre il centro storico, secondo quanto riportato da The Local Italy. La decisione rappresenta il primo congelamento nazionale di nuovi annunci Airbnb-type in Italia e riflette una crisi abitativa che colpisce non solo le città d'arte, ma anche le destinazioni alpine come Bolzano, Trento e le valli turistiche del Trentino-Alto Adige.
La mossa di Firenze, approvata dal consiglio comunale, risponde a una crescita esplosiva degli affitti brevi che ha trasformato interi quartieri in zone dedicate ai turisti, svuotando le comunità locali e gonfiando i prezzi degli immobili. The Local Italy ha sottolineato come l'assenza di restrizioni nazionali abbia spinto le città a agire autonomamente, creando un mosaico di normative regionali.
Per il Trentino-Alto Adige, la questione è complessa: il turismo è la spina dorsale dell'economia regionale, ma la proliferazione di affitti brevi minaccia la coesione sociale e l'accesso all'abitazione per i residenti. Bolzano e Trento, insieme alle località alpine come Merano e Ortisei, hanno visto aumentare significativamente gli annunci su piattaforme di condivisione negli ultimi anni.
