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TRENTINO-ALTO ADIGE

Le città italiane stringono su Airbnb, ma il problema raggiunge le Alpi

Firenze estende il divieto ai quartieri residenziali. Nel Trentino-Alto Adige, il turismo di massa minaccia il tessuto abitativo delle valli

Klara Hofer1,542 wordsEdition7domenica 7 giugno 2026 — Edizione № 7

Il consiglio comunale di Firenze ha approvato giovedì l'estensione del divieto sugli affitti brevi a nove quartieri residenziali al di là del centro storico, secondo quanto riportato da The Local Italy. La decisione rappresenta il primo tentativo italiano di contenere il fenomeno Airbnb a livello nazionale, in assenza di normative federali. Firenze, come Venezia e altre città d'arte, affronta una crisi abitativa aggravata dalla conversione massiccia di appartamenti in strutture ricettive turistiche.

The Local Italy ha documentato come diverse città italiane stiano adottando restrizioni simili per proteggere il tessuto residenziale. Tuttavia, il problema non è limitato ai centri storici delle grandi città. Nel Trentino-Alto Adige, il turismo di massa e la proliferazione di affitti brevi stanno trasformando le comunità alpine, minacciando l'accessibilità abitativa per i residenti locali e alterando il carattere tradizionale dei paesi di montagna.

La stampa internazionale ha iniziato a riconoscere che la crisi abitativa italiana è strettamente legata al turismo non regolamentato. Mentre Firenze agisce, la questione si estende alle regioni alpine, dove il turismo estivo e invernale ha creato una domanda insaziabile di alloggi brevi. Nel Trentino-Alto Adige, comunità come Bolzano, Trento e i paesi della Val di Non e della Val di Sole affrontano pressioni simili.

La decisione di Firenze rappresenta un momento di svolta nella gestione del turismo urbano in Italia. Secondo The Local Italy, il consiglio comunale ha dato l'approvazione finale giovedì per espandere il congelamento degli affitti brevi, che era stato precedentemente limitato al centro storico, a nove aree residenziali dove le nuove inserzioni su Airbnb e piattaforme simili hanno subito un'impennata. Questa è la prima volta che un'amministrazione italiana affronta il problema a livello di città intera, non solo nel nucleo turistico.

La crisi abitativa italiana è stata documentata dalla stampa internazionale come un sintomo di una trasformazione economica più ampia. Le città d'arte italiane — Venezia, Firenze, Roma — hanno visto i prezzi degli affitti salire drammaticamente mentre la disponibilità di alloggi per i residenti è crollata. The Local Italy ha riportato che molti proprietari preferiscono affittare a breve termine ai turisti piuttosto che a inquilini a lungo termine, poiché i guadagni sono significativamente superiori.

Nel Trentino-Alto Adige, il fenomeno è particolarmente acuto perché la regione combina due fattori: una forte tradizione di turismo montano e un'economia basata sul turismo stagionale. Le Dolomiti, patrimonio UNESCO, attirano milioni di visitatori ogni anno. La Val Gardena, la Val di Fassa, la Val Pusteria e i paesi intorno al Lago di Garda hanno visto una proliferazione di affitti brevi negli ultimi dieci anni. Questo ha creato una pressione immobiliare che colpisce direttamente i giovani e le famiglie locali.

La stampa internazionale ha iniziato a riconoscere il paradosso del turismo alpino: le comunità che dipendono dal turismo per la loro economia si trovano sempre più incapaci di fornire alloggi accessibili ai loro stessi abitanti. The Guardian e altre testate europee hanno documentato come il fenomeno Airbnb abbia trasformato città come Venezia in quello che i residenti chiamano 'parchi tematici', dove la vita autentica è stata sostituita da una simulazione turistica.

Nel Trentino-Alto Adige, la situazione è complicata dalla struttura amministrativa della regione. L'autonomia speciale della provincia di Bolzano e della provincia di Trento consente loro di legiferare indipendentemente dal governo nazionale. Tuttavia, fino ad ora, nessuna delle due province ha implementato restrizioni significative sugli affitti brevi paragonabili a quelle di Firenze. Questo rappresenta un'opportunità mancata per affrontare il problema prima che diventi critico come in altre città italiane.

La ricerca economica sulla questione abitativa in Italia mostra che gli affitti brevi hanno un impatto sproporzionato sulle comunità piccole e medie. Mentre Firenze ha una popolazione di 380.000 abitanti e può assorbire una certa quantità di turismo, paesi come Ortisei (4.500 abitanti) o Merano (40.000 abitanti) vedono il loro tessuto residenziale trasformato da un numero relativamente piccolo di affitti brevi. Un singolo palazzo convertito in sei appartamenti Airbnb rappresenta una perdita significativa di alloggi per i residenti.

The Local Italy ha anche documentato come le restrizioni di Firenze rappresentino un precedente importante per altre città italiane. Venezia, che ha affrontato una crisi abitativa ancora più grave, sta considerando misure simili. Roma, Milano e altre grandi città stanno monitorando l'esito dell'esperimento fiorentino. Se avrà successo nel stabilizzare il mercato abitativo senza danneggiare l'economia turistica, altre città potranno seguire l'esempio.

Nel contesto alpino, la questione è ancora più complessa perché il turismo è stagionale. Le comunità montane del Trentino-Alto Adige dipendono dal turismo estivo e invernale, ma molti residenti lavorano in altri settori — agricoltura, artigianato, servizi pubblici. La conversione di alloggi in affitti brevi crea una situazione in cui i lavoratori locali non possono permettersi di vivere nelle comunità in cui lavorano.

La stampa internazionale ha iniziato a riconoscere che il problema degli affitti brevi è parte di una crisi abitativa più ampia in Europa. Non è limitato all'Italia. Barcellona, Lisbona, Amsterdam e altre città europee affrontano pressioni simili. Tuttavia, l'Italia è particolarmente vulnerabile perché il turismo rappresenta una percentuale molto alta del PIL e perché molte città italiane hanno patrimoni storici che attirano visitatori in numeri senza precedenti.

Per il Trentino-Alto Adige, la lezione di Firenze è che l'azione è necessaria prima che il problema diventi ingestibile. La regione ha l'autonomia legislativa per implementare restrizioni sugli affitti brevi, ma finora ha scelto di non farlo. Questo potrebbe rappresentare un'opportunità mancata per proteggere il tessuto residenziale delle comunità alpine prima che sia troppo tardi.

The Local Italy ha anche notato che le restrizioni di Firenze non sono universalmente applaudite. Alcuni proprietari e operatori turistici sostengono che le restrizioni danneggeranno l'economia turistica e ridurranno i guadagni. Tuttavia, i dati suggeriscono che il turismo continuerà a prosperare anche con restrizioni sugli affitti brevi, poiché la domanda di alloggi turistici rimane forte. La questione è se questa domanda debba essere soddisfatta convertendo alloggi residenziali o costruendo nuove strutture ricettive.

Nel Trentino-Alto Adige, la costruzione di nuove strutture ricettive è complicata dalla geografia e dalla conservazione ambientale. Le Alpi sono un paesaggio fragile, e la costruzione massiccia di nuovi hotel e resort potrebbe avere impatti ambientali significativi. Questo crea un dilemma: come soddisfare la domanda turistica senza danneggiare l'ambiente e senza convertire alloggi residenziali in affitti brevi?

La risposta potrebbe risiedere in una combinazione di misure: restrizioni sugli affitti brevi nelle aree residenziali, incentivi per la costruzione di nuove strutture ricettive in aree designate, e una gestione più rigorosa del turismo complessivo. La decisione di Firenze di estendere le restrizioni oltre il centro storico suggerisce che le amministrazioni locali stanno iniziando a riconoscere che il problema è sistemico e richiede soluzioni strutturali.

Per il Trentino-Alto Adige, il momento di agire è adesso. La regione ha l'opportunità di imparare dagli errori di altre città italiane e di implementare politiche che proteggono il tessuto residenziale mentre mantengono un'economia turistica forte e sostenibile. Se non agisce, rischia di diventare un'altra città alpina trasformata in parco tematico, dove i residenti locali non possono permettersi di vivere.

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