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MARCHE

L'UE prepara regole sugli affitti brevi, le città adriatiche osservano

Nuove norme europee per frenare gli affitti turistici come Airbnb

Elena Marcheggiani786 wordsEdition №106domenica 6 settembre 2026 — Edizione № 106

L'UE sta per stabilire regole che aiutino le città europee a frenare gli affitti a breve termine come Airbnb nel tentativo di affrontare l'aumento dei prezzi delle case, secondo i piani visti da AFP venerdì e ripresi da The Local Italy.

La proposta europea arriva in un momento in cui molte città italiane, da Venezia a Firenze, hanno già adottato misure locali per limitare la diffusione degli affitti turistici.

Per le città costiere delle Marche, la questione è particolarmente sentita: il turismo balneare sostiene l'economia locale, ma la conversione di appartamenti in affitti brevi sta spingendo i prezzi delle case fuori dalla portata dei residenti.

La notizia segnala un intervento normativo a livello continentale su un fenomeno che ha trasformato il volto del turismo urbano in tutta Europa.

La proposta europea arriva in un momento in cui molte città italiane hanno già adottato misure locali per limitare la diffusione degli affitti turistici. Venezia, Firenze e Roma hanno introdotto registri e limitazioni, mentre altre città stanno valutando interventi più incisivi per proteggere i centri storici dalla pressione turistica.

Per le città costiere delle Marche, la questione è particolarmente sentita. Il turismo balneare sostiene l'economia locale, ma la conversione di appartamenti in affitti brevi sta spingendo i prezzi delle case fuori dalla portata dei residenti, soprattutto dei giovani.

Il fenomeno non riguarda solo i grandi centri turistici. Anche nelle località balneari della Riviera del Conero, da Numana a Sirolo, e più a sud lungo la costa fermana, gli appartamenti che una volta venivano affittati a residenti o a famiglie in vacanza per l'estate sono stati progressivamente trasformati in offerte per piattaforme digitali.

La stampa internazionale ha documentato come la crescita degli affitti brevi abbia contribuito alla carenza di alloggi in molte città europee. Barcellona, Lisbona e Amsterdam hanno introdotto limitazioni severe, e ora l'UE sembra voler creare un quadro comune per tutti gli Stati membri.

Per le Marche, regione che ha fatto del turismo costiero una delle sue principali risorse economiche, la sfida è bilanciare le esigenze dell'industria turistica con quelle dei residenti. Le città adriatiche hanno storicamente ospitato un turismo di prossimità, fatto di famiglie italiane che tornavano anno dopo anno nelle stesse località.

La trasformazione del mercato degli affitti brevi ha cambiato anche questo modello. Le piattaforme digitali hanno allargato il bacino dei potenziali visitatori, ma hanno anche reso più volatile il mercato immobiliare, con proprietari che preferiscono l'affitto turistico a quello residenziale per i maggiori guadagni.

I dati raccolti dalla stampa internazionale mostrano che il problema abitativo è diventato una delle principali preoccupazioni degli elettori nelle città a forte pressione turistica. I sindaci di molte città europee hanno chiesto all'UE strumenti più efficaci per regolamentare il settore.

Le nuove regole europee, secondo i piani visti da AFP, dovrebbero dare alle città la possibilità di richiedere dati più dettagliati sulle proprietà affittate e di introdurre limitazioni laddove il fenomeno metta a rischio l'abitabilità dei centri urbani.

Per le località costiere marchigiane, un intervento europeo potrebbe offrire strumenti normativi oggi difficili da adottare a livello locale. Molti comuni hanno tentato di regolamentare il fenomeno con ordinanze e regolamenti, ma si sono scontrati con la difficoltà di monitorare un mercato frammentato e in continua evoluzione.

La questione abitativa nelle Marche non riguarda solo le città costiere. Anche nei centri interni, colpiti dallo spopolamento, la presenza di seconde case e di affitti brevi ha effetti ambivalenti: da un lato porta reddito, dall'altro contribuisce a svuotare i paesi di residenti stabili.

Il turismo rappresenta una voce importante dell'economia marchigiana, con un'offerta che spazia dalle spiagge ai borghi rinascimentali come Urbino, patrimonio UNESCO. La regione ha cercato di diversificare la propria proposta turistica per allungare la stagione oltre i mesi estivi.

Le nuove regole UE sugli affitti brevi potrebbero avere un impatto significativo su questa economia. Una regolamentazione più stringente potrebbe ridurre l'offerta di alloggi turistici, ma potrebbe anche contribuire a stabilizzare i prezzi delle case e a rendere i centri urbani più vivibili per chi ci abita.

Il dibattito è aperto anche tra gli operatori del settore. Le associazioni dei proprietari hanno espresso preoccupazione per possibili restrizioni eccessive, mentre i movimenti per il diritto alla casa chiedono interventi più decisi per fermare la speculazione immobiliare legata al turismo.

La stampa internazionale seguirà con attenzione l'iter della proposta europea, che dovrà essere negoziata con il Parlamento e gli Stati membri. Per le città italiane, e per quelle delle Marche in particolare, la partita si gioca sulla capacità di trovare un equilibrio sostenibile tra turismo e residenzialità.

La redazione de La Veduta continuerà a seguire gli sviluppi normativi a Bruxelles e le loro ricadute sul territorio marchigiano, osservando come le nuove regole verranno recepite dalle amministrazioni locali e dagli operatori del settore.

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