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BASILICATA

Affitti brevi, l'UE prepara regole comuni: il Sud osserva

Bruxelles vuole dare alle città strumenti per frenare Airbnb. Matera teme per il suo boom

Pietro Lasorsa818 wordsEdition №106domenica 6 settembre 2026 — Edizione № 106

L'Unione Europea si prepara a introdurre regole comuni per aiutare le città a frenare gli affitti a breve termine come Airbnb, nel tentativo di affrontare l'aumento dei prezzi delle case. Lo riferisce The Local Italy, citando piani visti dall'AFP venerdì.

La misura arriva mentre il turismo di massa esercita una pressione crescente sui centri storici italiani, da Venezia a Firenze a Roma. Ma è nei centri minori del Sud, dove la piattaforma ha alimentato una rapida riconversione del patrimonio edilizio, che la notizia viene letta con particolare attenzione.

Secondo quanto riportato da The Local Italy, i piani dell'UE mirano a dare ai comuni strumenti più efficaci per regolamentare il mercato degli affitti turistici, dopo anni in cui le città hanno denunciato la difficoltà di intervenire su piattaforme transnazionali. La proposta arriva in un momento in cui diverse capitali europee hanno già adottato misure restrittive in via autonoma, creando un mosaico normativo che Bruxelles vorrebbe ora armonizzare.

Per l'Italia la questione è particolarmente sensibile: il paese è tra le prime destinazioni turistiche del mondo e, secondo la copertura internazionale, la crescita degli affitti brevi ha contribuito a spingere i prezzi delle abitazioni fuori dalla portata dei residenti nei centri storici. Roma, Venezia e Firenze hanno già sperimentato proteste e richieste di intervento da parte dei movimenti per il diritto all'abitare.

Nel dibattito internazionale, la tensione è tra la difesa di un modello economico che ha ridistribuito i flussi turistici e la necessità di proteggere il tessuto urbano e sociale. The Local Italy sottolinea che le nuove regole europee dovrebbero permettere ai comuni di imporre limiti più stringenti, pur mantenendo un quadro comune per le piattaforme digitali.

Per la Basilicata, la discussione assume un significato particolare. Matera, capitale europea della cultura nel 2019, ha conosciuto una trasformazione vertiginosa: da 'vergogna d'Italia' a destinazione globale, come la stampa estera ha spesso raccontato. I Sassi, il quartiere rupestre patrimonio dell'umanità, sono diventati un set cinematografico e una meta ambita, attirando investimenti e nuovi flussi.

Il rovescio della medaglia è la pressione sul patrimonio residenziale. Secondo le cronache internazionali, l'aumento degli affitti brevi ha accompagnato il boom turistico di Matera, sollevando interrogativi su chi possa ancora permettersi di vivere nel cuore antico della città. Il centro storico, un tempo abitato da comunità povere poi trasferite nei nuovi quartieri, oggi rischia una seconda trasformazione, guidata dal mercato turistico.

La vicenda di Matera è emblematica del più ampio fenomeno italiano: città di medie dimensioni che hanno scoperto il turismo come motore di sviluppo, ma che devono fare i conti con la fragilità del loro tessuto urbano. La stampa estera ha più volte raccontato il paradosso dei centri storici che si svuotano di residenti mentre si riempiono di visitatori.

Il governo italiano ha già mostrato attenzione al tema, ma la cornice europea potrebbe offrire strumenti più incisivi. Secondo AFP, i piani dell'UE prevedono un meccanismo che consenta alle città di richiedere deroghe o di applicare politiche più restrittive laddove la pressione turistica sia particolarmente alta.

Per le città del Sud come Matera, la sfida è duplice: da un lato, mantenere la competitività turistica che ha portato occupazione e rivitalizzazione; dall'altro, evitare che la rendita immobiliare allontani i residenti e trasformi il centro storico in un parco a tema. L'equilibrio è delicato, e le nuove regole europee potrebbero fornire il quadro per gestirlo.

Il dibattito non è solo italiano. In Spagna, Portogallo e Grecia, destinazioni comparabili per il turismo di massa, le città hanno adottato misure diverse, dalla moratoria sulle nuove licenze a limiti sui giorni di affitto. L'UE cerca ora di coordinare questi sforzi, secondo quanto riportato da The Local Italy.

Per la Basilicata interna, la questione degli affitti brevi si intreccia con il tema più ampio della demografia. La regione perde abitanti da decenni, e il turismo ha rappresentato una delle poche inversioni di tendenza in alcune aree. Ma se il turismo non si accompagna a politiche abitative, il rischio è che sostituisca una popolazione stabile con una fluttuante, legata alle stagioni e alle mode.

Le reazioni delle associazioni di categoria e dei movimenti per la casa, secondo la copertura internazionale, sono divise: chi vede nelle regole europee un attacco alla libertà economica dei piccoli proprietari, chi invece le considera una tutela necessaria per il diritto alla città. Il confronto è destinato a intensificarsi man mano che la proposta prenderà forma.

Matera osserva con attenzione: la città che ha saputo reinventarsi attraverso la cultura e il cinema sa che la sua trasformazione più recente è anche il suo esperimento più delicato. Le regole che Bruxelles sta preparando potrebbero aiutare a scrivere il prossimo capitolo di questa storia.

L'UE dovrebbe presentare la proposta nei prossimi mesi, secondo quanto riportato da The Local Italy. Nel frattempo, le città italiane continuano a confrontarsi con un fenomeno che non accenna a rallentare, e che ha ormai superato i confini dei grandi centri per raggiungere le destinazioni emergenti del Sud.

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