UMBRIA
L'UE frena gli affitti turistici: l'Umbria osserva il modello Airbnb
Bruxelles prepara regole comuni per le città: Perugia e Assisi valutano l'impatto sul centro storico
Niccolò Mariani647 wordsEdition №106domenica 6 settembre 2026 — Edizione № 106
L'Unione Europea è pronta a stabilire regole comuni che aiutino le città a limitare gli affitti a breve termine come Airbnb, nel tentativo di affrontare l'aumento dei prezzi delle case, secondo i piani visti dall'AFP venerdì e ripresi da The Local Italy.
La proposta arriva in un momento in cui il turismo di massa esercita una pressione crescente sui centri storici italiani, da Venezia a Firenze, e solleva interrogativi anche per le città dell'entroterra come Perugia e Assisi, dove la convivenza tra residenti e visitatori è da anni al centro del dibattito.
Il piano europeo, anticipato dall'AFP e raccontato da The Local Italy, mira a dare ai comuni strumenti più efficaci per regolamentare le locazioni turistiche, un fenomeno esploso nell'ultimo decennio con piattaforme come Airbnb e Booking. Secondo la testata, Bruxelles vuole rispondere alla crescente difficoltà dei residenti, soprattutto giovani e famiglie, a trovare case a prezzi accessibili nelle città più visitate d'Europa.
Per l'Italia la questione è particolarmente sensibile. Le città d'arte italiane sono tra le più esposte al fenomeno della cosiddetta 'turistificazione', con interi quartieri trasformati in alberghi diffusi e appartamenti sottratti al mercato degli affitti a lungo termine. Venezia e Firenze sono state le prime a introdurre limiti locali, con risultati contrastanti e polemiche continue.
L'Umbria, pur non essendo ai livelli di pressione delle grandi mete, vive una situazione peculiare. Perugia e Assisi attirano ogni anno milioni di visitatori, molti dei quali scelgono proprio gli appartamenti in centro storico tramite le piattaforme digitali. I piccoli borghi dell'entroterra, invece, soffrono il fenomeno inverso: lo spopolamento e la mancanza di servizi, che rendono difficile persino mantenere vivi i negozi di vicinato.
Secondo quanto riportato dalla stampa estera, la Commissione Europea intende proporre un quadro normativo armonizzato, che fissi criteri comuni per la registrazione degli alloggi e la condivisione dei dati tra piattaforme e autorità locali. L'obiettivo dichiarato è quello di dare ai comuni la possibilità di intervenire senza violare le regole del mercato unico.
Le reazioni non sono mancate. Le associazioni dei proprietari e le stesse piattaforme hanno espresso preoccupazione per un eccesso di burocrazia, mentre i movimenti per il diritto alla casa hanno accolto con favore l'iniziativa, chiedendo però misure più incisive come tetti massimi ai prezzi e limiti quantitativi nelle zone più congestionate.
Per l'Umbria, la partita è doppia. Da un lato, i centri storici di Perugia e Assisi rischiano di perdere la loro anima residenziale se la pressione turistica non viene regolata. Dall'altro, l'affitto breve rappresenta una fonte di reddito essenziale per molte famiglie e una leva per il turismo diffuso che valorizza i borghi minori, spesso l'unica economia possibile in aree a forte spopolamento.
La regione, con il suo modello di turismo lento e culturale, potrebbe beneficiare di regole che favoriscano una distribuzione più equilibrata dei flussi. Ma servirebbe anche una strategia locale che incentivi la residenza stabile nei centri storici, oggi messa in difficoltà dai prezzi e dalla scarsità di servizi.
La stampa internazionale ha più volte raccontato il paradosso italiano: città bellissime che si svuotano di abitanti mentre si riempiono di turisti. L'Umbria, con i suoi borghi arroccati e le sue valli, è spesso citata come esempio di un'Italia interna che resiste, ma che rischia di diventare un parco a tema se non si interviene in tempo.
Il dibattito è destinato ad accendersi nei prossimi mesi, mentre Bruxelles definisce i dettagli della proposta. Per le città umbre, la sfida sarà quella di coniugare l'accoglienza ai visitatori con la vivibilità per chi ci abita, evitando sia la museificazione dei centri storici sia la perdita di un'opportunità economica importante.
The Local Italy sottolinea come la questione degli affitti brevi sia diventata una priorità politica in tutta Europa, con capitali come Amsterdam, Barcellona e Parigi che hanno già introdotto restrizioni severe. L'Italia, con il suo patrimonio diffuso, osserva con attenzione, consapevole che le soluzioni dovranno essere flessibili e adattabili alle diverse realtà locali.
