UMBRIA
Affitti brevi, l'Umbria guarda a Firenze e Venezia
Mentre le grandi città stringono su Airbnb, i borghi umbri temono il vuoto normativo e la perdita di residenti
Niccolò Mariani1,247 wordsEdition №7domenica 7 giugno 2026 — Edizione № 7

Firenze ha approvato giovedì l'espansione del divieto sugli affitti brevi a nove quartieri residenziali, secondo quanto riferisce The Local Italy. La decisione arriva mentre in Italia manca ancora una normativa nazionale, lasciando le città maggiori a legiferare in solitudine contro la crisi abitativa. Venezia, Roma e altre metropoli hanno già introdotto restrizioni; ora tocca ai centri minori decidere se seguire.
L'Umbria non ha ancora agito. Assisi e Spoleto, due dei borghi più visitati d'Italia, rimangono esposte a una trasformazione silenziosa: case che escono dal mercato abitativo, residenti che se ne vanno, centri storici che si svuotano di vita ordinaria. The Local Italy sottolinea come l'assenza di norme nazionali abbia costretto città come Firenze a muoversi da sole, creando un mosaico disordinato di regole locali.
La questione non è solo turistica. È demografica. L'Umbria perde già giovani verso il Nord e l'estero; se i borghi si trasformano in alberghi diffusi, la perdita accelera. Assisi, con il suo patrimonio francescano, attrae pellegrini e turisti; Spoleto, con il suo festival, richiama visitatori da tutto il mondo. Ma chi ci abita?
