VENETO
Gli affitti brevi crollano: il Veneto conta i danni
I guadagni nel settore scendono del 16%. Venezia e la laguna affrontano il ribaltamento dopo due anni di ripresa
Tommaso Veronese1,487 wordsEdition №10martedì 9 giugno 2026 — Edizione № 10

Il mercato degli affitti brevi in Italia attraversa una contrazione acuta. Secondo tourism-review.com, i guadagni nel settore sono scesi in media del 16 per cento dopo due anni di forte rimbalzo post-pandemico. Una volta considerati centrali alla ripresa del turismo, questi affitti mostrano ora i primi segnali di cedimento sotto la pressione di condizioni economiche più difficili.
Per il Veneto, dove Venezia e le città della terraferma hanno costruito gran parte della loro economia turistica su piattaforme come Airbnb e Booking, il dato rappresenta una frattura. La regione ha visto proliferare le locazioni brevi negli ultimi tre anni, con proprietari che hanno preferito il modello della piattaforma alla locazione tradizionale. Ora quella scelta si rivela più fragile del previsto.
Il calo dei profitti coincide con l'inasprimento delle politiche cittadine. Firenze ha già esteso il divieto agli affitti brevi oltre il centro storico, coprendo nove aree residenziali. Milano, Roma e altre grandi città stanno seguendo lo stesso percorso, creando un quadro normativo sempre più restrittivo che riduce lo spazio di mercato disponibile.
