The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
Back to the edition

VENETO

Gli affitti brevi crollano in Veneto, il turismo paga il prezzo

Dopo due anni di rimbalzo post-pandemia, il mercato delle locazioni turistiche affronta un calo medio del 16%. La regione conta i danni.

Tommaso Veronese822 wordsEdition11mercoledì 10 giugno 2026 — Edizione № 11

Il mercato degli affitti brevi in Italia entra in una fase di contrazione dopo due anni di crescita robusta. Secondo Tourism Review, i guadagni nel settore sono scesi di quasi il 16 per cento in media, segnalando una inversione di tendenza rispetto al rimbalzo post-pandemia che aveva caratterizzato il biennio precedente.

Nel Veneto, dove le piattaforme di locazione turistica hanno proliferato soprattutto a Venezia, Verona e nelle zone costiere, il calo rappresenta una sfida significativa per gli operatori che avevano investito pesantemente nella conversione di immobili residenziali. La stampa internazionale descrive il fenomeno come sintomo di una saturazione del mercato e di condizioni più stringenti per i gestori.

Le cause del declino sono molteplici: una maggiore concorrenza tra proprietari, la riduzione dei margini di guadagno, e una domanda che non cresce al ritmo degli anni precedenti. Tourism Review sottolinea che il settore, una volta considerato centrale nella ripresa turistica post-Covid, mostra ora i primi segni di debolezza.

La testata internazionale descrive le condizioni come sempre più difficili per gli operatori, con una pressione crescente sui margini di profitto.

La regione, con una popolazione di 4,8 milioni di abitanti e un'economia fortemente dipendente dal turismo, ha visto negli ultimi cinque anni una trasformazione radicale del mercato abitativo, con migliaia di appartamenti convertiti da residenze permanenti a strutture ricettive.

La saturazione del mercato è particolarmente evidente nelle destinazioni più note, dove il numero di annunci disponibili ha raggiunto livelli tali da comprimere i prezzi medi per notte.

A Venezia, dove il fenomeno ha assunto proporzioni critiche, la contrazione degli affitti brevi si intreccia con le politiche municipali di contenimento del turismo di massa. Il comune ha introdotto una tassa di accesso giornaliera per i visitatori e ha limitato le nuove autorizzazioni per le locazioni turistiche, creando un ambiente sempre più ostile per i proprietari di appartamenti destinati al turismo breve.

La stampa internazionale ha seguito con attenzione il declino del settore, vedendolo come un indicatore della trasformazione più ampia del turismo italiano. Secondo quanto riportato da Tourism Review, gli operatori affrontano una scelta difficile: ridimensionare le proprie operazioni, convertire gli immobili in altre forme di locazione, o cercare di differenziare l'offerta attraverso servizi aggiuntivi e esperienze personalizzate.

Nel Veneto, il calo della redditività degli affitti brevi ha conseguenze dirette sulla disponibilità abitativa per i residenti permanenti. Negli ultimi anni, la conversione massiccia di appartamenti in strutture ricettive ha contribuito a ridurre l'offerta di abitazioni a lungo termine, spingendo i prezzi verso l'alto e forzando molti giovani a cercare alloggi al di fuori dei centri urbani principali. Con il rallentamento degli affitti brevi, alcuni proprietari potrebbero riconsiderare questa strategia.

La città di Venezia, in particolare, ha sperimentato una crisi abitativa acuta, con il numero di residenti che è sceso da circa 175.000 nel 2001 a poco più di 250.000 nel 2026, secondo i dati demografici regionali. La perdita di abitanti permanenti è stata attribuita in parte alla trasformazione del mercato immobiliare verso il turismo breve, che ha reso insostenibile per le famiglie locali rimanere in città.

Tourism Review osserva che il calo della redditività potrebbe paradossalmente offrire un'opportunità per ricalibrare il modello di turismo italiano. Se il mercato degli affitti brevi si contrae, potrebbe crearsi spazio per una ripresa della locazione residenziale tradizionale e per una riduzione della pressione turistica su destinazioni già sovraccariche.

Gli operatori nel Veneto stanno già adattando le loro strategie. Alcuni stanno investendo in servizi di qualità superiore, come la pulizia professionale, la concierge, e le esperienze curate, per giustificare tariffe più elevate. Altri stanno esplorando modelli ibridi, affittando gli appartamenti per lunghi periodi durante i mesi invernali e per brevi periodi durante l'alta stagione.

La contrazione del mercato degli affitti brevi arriva in un momento in cui il Veneto affronta altre sfide legate al turismo. La Biennale di Venezia, il principale evento culturale della regione, è stata teatro di proteste e conflitti diplomatici, con attivisti che hanno contestato la presenza russa dopo l'invasione dell'Ucraina del 2022. Secondo Newser, oltre cento artisti hanno minacciato azioni legali, trasformando l'evento in un campo di battaglia politico.

La combinazione di questi fattori — il calo della redditività degli affitti brevi, la crisi abitativa, le tensioni politiche intorno agli eventi culturali — suggerisce che il modello di turismo del Veneto sta attraversando una trasformazione profonda. La stampa internazionale osserva che l'Italia, e il Veneto in particolare, deve trovare un equilibrio tra la necessità di generare reddito dal turismo e quella di preservare la qualità della vita per i residenti permanenti.

Tourism Review conclude che il settore degli affitti brevi, sebbene ancora significativo, non rappresenta più il motore di crescita che era stato negli anni immediatamente successivi alla pandemia. Gli operatori che avevano scommesso su una crescita indefinita del turismo breve si trovano ora a fare i conti con una realtà più complessa e meno redditizia. Nel Veneto, questa transizione avrà implicazioni durature per l'economia regionale e per la struttura sociale delle sue città più importanti.

Share
Gli affitti brevi crollano in Veneto, il turismo paga il prezzo — La Veduta