CALABRIA
La crisi degli affitti entra nel bilancio: la lettura da una regione che svuota le case
The Local Italy riferisce che i politici italiani avvertono: la crisi degli affitti "non è lontana da quella spagnola". Per la Calabria il problema è rovesciato
Saverio Gallo581 wordsEdition №137mercoledì 7 ottobre 2026 — Edizione № 137
The Local Italy ha riferito martedì che la crisi degli affitti in Italia è entrata nell'agenda del bilancio, con politici che avvertono come il problema del Paese "non sia lontano da quello della Spagna". Nuovi dati, secondo la testata, mostrano milioni di persone in difficoltà a pagare l'affitto o costrette alla condivisione forzata degli alloggi.
La copertura internazionale dell'Italia torna con regolarità sul costo della vita e sulla pressione abitativa nelle grandi città. Milano, Roma, Firenze e Bologna sono i casi citati: mercati dove la domanda supera l'offerta e i canoni seguono l'andamento del turismo e della finanza.
Per la Calabria la questione si presenta al contrario. La regione ha un patrimonio abitativo ampio e un mercato degli affitti debole, con canoni bassi e un numero crescente di immobili vuoti nei centri storici e nelle aree interne. Il problema non è trovare casa: è trovare chi ci viva.
Il confronto con la Spagna, evocato dai politici citati da The Local Italy, merita attenzione. La Spagna ha conosciuto una crisi abitativa acuta nelle grandi aree urbane e sulle coste, con affitti cresciuti più dei salari. L'Italia condivide la dinamica urbana ma non quella demografica: la popolazione cala, e con essa la domanda in molte province.
La Calabria è un caso limite di questo paradosso. Il saldo migratorio è negativo da decenni, i giovani se ne vanno per studio e lavoro, e interi borghi dell'entroterra si spopolano. Le case restano, spesso in eredità frammentate tra più proprietari, difficili da vendere e ancor più da affittare.
La crisi degli affitti raccontata dalla stampa estera riguarda soprattutto chi arriva: studenti fuori sede, lavoratori stagionali, migranti. In Calabria queste categorie esistono, ma il mercato non le serve con l'offerta formale: prevalgono soluzioni informali, subaffitti e sistemazioni precarie.
C'è poi il tema del turismo. Le località costiere della regione registrano picchi stagionali di domanda, con affitti brevi che competono con quelli residenziali. Il fenomeno è meno esteso che a Firenze o Venezia, ma cresce nei centri storici e lungo la costa tirrenica e ionica.
La dimensione economica è quella che pesa di più. Un mercato degli affitti debole significa rendite basse, quindi poca manutenzione, quindi patrimonio che si degrada. È un circolo che la copertura internazionale raramente collega alla questione abitativa, ma che in Calabria è visibile in ogni centro storico.
Il dibattito di bilancio citato da The Local Italy riguarda strumenti nazionali: canone concordato, affitti agevolati, edilizia pubblica. La Calabria ha una dotazione di edilizia residenziale pubblica significativa, spesso in condizioni di manutenzione critiche e con liste di attesa che riflettono la povertà, non la pressione di mercato.
La stampa estera che segue l'Italia tende a leggere la crisi abitativa come sintomo di un'economia che non cresce e di salari stagnanti. È una lettura che si applica anche al Sud, ma con un'inversione: qui il problema non è il costo della casa, è l'assenza di lavoro che renda la casa utile.
La conseguenza politica è nota. Le regioni che si spopolano chiedono trasferimenti e politiche di coesione; quelle che si congestionano chiedono regole sugli affitti brevi. Il bilancio nazionale deve tenere insieme le due Italie, e la Calabria sta saldamente nella prima.
Nei prossimi mesi il dibattito di bilancio dirà se la crisi degli affitti diventerà una voce di spesa strutturale o resterà un tema urbano. Per la Calabria l'esito conta meno di quanto conti la demografia: finché i giovani partono, le case restano vuote e gli affitti non sono il problema. Lo è il lavoro.
