ECONOMIA
Affitti, l'Italia sola in Europa: arretrati in crescita mentre i salari restano fermi
Eurostat, citato da The Local Italy: unica grande economia Ue con più persone in difficoltà a pagare l'alloggio. A Milano la pressione sugli affitti è la più alta del paese.
Beatrice Comolli780 wordsEdition №164mercoledì 28 ottobre 2026 — Edizione № 164
L'Italia è l'unica grande economia dell'Unione europea in cui il numero di persone in difficoltà a pagare l'alloggio è cresciuto, mentre i salari restano fermi. È quanto emerge dai nuovi dati Eurostat ripresi martedì da The Local Italy, che colloca il paese tra i peggiori d'Europa per la condizione degli affittuari.
Il quadro che la testata disegna è quello di un mercato delle locazioni sotto pressione in un contesto di redditi stagnanti: la difficoltà a far fronte ai canoni non è un episodio isolato, ma una tendenza in controtendenza rispetto al resto d'Europa.
Per la Lombardia e per Milano il dato ha un peso particolare. La città è il principale mercato degli affitti del paese per domanda e per livello dei canoni, e la stampa estera che segue l'economia italiana la indica da tempo come il luogo dove il divario tra redditi e costi dell'abitare si misura più nettamente.
La lettura internazionale è lineare: senza una crescita dei salari che segua quella dei prezzi degli alloggi, la pressione sugli inquilini non si allenta, e il paese resta un caso isolato nel confronto europeo.
The Local Italy, testata in lingua inglese rivolta a chi vive in Italia, ha ripreso martedì i nuovi dati Eurostat sull'abitare: l'Italia risulta l'unica grande economia dell'Unione in cui la quota di persone in difficoltà a sostenere i costi dell'alloggio è aumentata, mentre i salari restano fermi. La testata colloca il paese tra i più svantaggiati d'Europa per chi vive in affitto.
Il punto che la copertura internazionale mette in evidenza non è il livello assoluto dei canoni, ma la direzione: mentre altrove la pressione sugli inquilini si stabilizza o si riduce, in Italia cresce. È una divergenza che le statistiche europee rendono visibile e che la stampa estera legge come segnale di un mercato del lavoro che non trasmette aumenti ai redditi.
Per la Lombardia la questione si concentra a Milano. Il capoluogo è il principale mercato delle locazioni del paese, con una domanda sostenuta da lavoratori qualificati, studenti e personale delle multinazionali che hanno sede in città e nell'hinterland. La stampa estera che segue l'Italia economica descrive da tempo Milano come il luogo in cui il costo dell'abitare corre più veloce dei salari, e i dati Eurostat ripresi da The Local Italy offrono ora un ancoraggio comparabile a livello europeo.
Il tema tocca anche il tessuto produttivo. Le aziende lombarde, in particolare nei servizi e nella manifattura avanzata, competono per attrarre personale qualificato anche sul costo della vita: quando l'affitto assorbe una quota crescente del reddito, la capacità di attrarre e trattenere lavoratori si riduce. È un argomento che gli analisti delle banche estere che seguono l'Italia citano regolarmente nei loro rapporti sul mercato del lavoro del nord.
La copertura internazionale non offre, al momento, indicazioni su misure specifiche in discussione a Roma o a Milano sul tema degli affitti. Il quadro che emerge dai dati Eurostat, così come ripresi da The Local Italy, è quello di una tendenza strutturale: finché i salari non seguono i prezzi degli alloggi, la pressione sugli inquilini resta.
Il confronto europeo aiuta a leggere la specificità italiana. In altri grandi paesi dell'Unione la quota di famiglie in arretrato sull'affitto è stabile o in calo; l'Italia è l'eccezione. La stampa estera che segue l'economia italiana collega questo dato al tema più ampio dei redditi fermi, che ricorre nella copertura internazionale del paese da mesi.
Per Milano, il tema si intreccia con quello del turismo e della pressione sugli alloggi. La città è meta di flussi turistici e di lavoratori temporanei, e la domanda di locazioni brevi compete con quella residenziale. La stampa estera che segue il mercato italiano dell'abitare ha più volte indicato Milano tra le città europee dove questa competizione è più visibile, anche se i dati Eurostat ripresi da The Local Italy non offrono una disaggregazione locale.
Il dato Eurostat, così come riportato, non distingue tra le regioni italiane. La lettura lombarda va quindi intesa come cornice: Milano è il mercato degli affitti più grande del paese, e una tendenza nazionale alla crescita degli arretrati vi si riflette con particolare intensità. Non è un'inferenza che le fonti citate autorizzino a quantificare, ma è il contesto in cui la notizia va collocata.
La domanda che la copertura internazionale lascia aperta riguarda la traiettoria. Se i salari restano fermi, come indicano i dati ripresi da The Local Italy, la pressione sugli inquilini non si attenua. Per un paese che invecchia e che attrae lavoratori stranieri qualificati, il costo dell'abitare diventa un fattore di competitività, non solo una questione sociale.
La Lombardia, con la sua economia diversificata e la sua capacità di attrarre investimenti esteri, è il banco di prova di questa tensione. Le multinazionali che scelgono Milano per i loro uffici italiani guardano al costo della vita dei dipendenti come a un elemento della decisione. Un mercato degli affitti sotto pressione entra in quel calcolo.
La notizia ripresa da The Local Italy, in sintesi, è un dato europeo con una ricaduta italiana precisa: l'Italia è sola nella tendenza all'aumento degli arretrati sull'affitto. Per Milano, che è il mercato più grande del paese, è un promemoria che il costo dell'abitare è parte dell'infrastruttura economica della città, non un tema separato.
