ABRUZZO
Eurostat: l'Italia unica grande economia Ue con arretrati in crescita
The Local Italy: affitti e salari fermi. In Abruzzo il tema si intreccia con i borghi che si svuotano
Marco Di Sante640 wordsEdition №164mercoledì 28 ottobre 2026 — Edizione № 164
L'Italia è l'unica grande economia dell'Unione europea in cui il numero di persone in difficoltà a pagare l'alloggio è cresciuto, mentre i salari restano stabili. È quanto riferisce The Local Italy sulla base dei nuovi dati Eurostat. La testata colloca il dato nel quadro europeo degli affittuari, tra i più esposti del continente.
Il giornale non parla di una crisi improvvisa ma di una tendenza: la difficoltà abitativa si allarga mentre la retribuzione non segue. Il confronto con gli altri grandi paesi Ue rende il caso italiano un'eccezione, non un riflesso comune della congiuntura continentale.
Per una regione interna come l'Abruzzo la questione ha due facce. Nei centri urbani di valle e costa l'affitto pesa su chi lavora lontano da casa; nei borghi dell'entroterra, invece, il problema si rovescia: case che restano vuote mentre i giovani partono. La stampa estera non nomina l'Abruzzo in questa vicenda, e il collegamento va letto come cornice, non come dato locale.
Il quadro che emerge dalle fonti internazionali è quello di un paese in cui la casa è diventata un indicatore sociale. L'edizione gemella de La Veduta apre oggi proprio su questo tema, e la redazione Abruzzo lo osserva dalle sue montagne.
Il dato Eurostat richiamato da The Local Italy non riguarda un singolo trimestre ma una direzione. L'Italia, si legge, è stata l'unica grande economia dell'Ue con un numero crescente di persone in difficoltà a pagare l'alloggio mentre i salari restano stabili. È una formulazione prudente, che misura l'affanno degli affittuari più che un crollo generalizzato.
La testata inglese, che scrive per chi vive in Italia, insiste sulla parola affittuari. Non è un dettaglio: la proprietà della casa resta in Italia una forma di risparmio diffusa, e chi affitta si trova esposto a canoni che seguono il mercato locale più dei redditi. Il confronto con gli altri grandi paesi europei rende il caso italiano anomalo.
La cornice europea aiuta a capire. Nell'autunno del 2026 le piazze di mezza Europa sono scese in strada per il costo della vita e i salari, come hanno raccontato il Guardian e France 24. Il tema dell'abitare è parte di quella stagione: non un'emergenza isolata ma un capitolo del malcontento che attraversa il continente.
Per l'Abruzzo la questione va letta con attenzione. La regione ha un interno che si spopola e una fascia costiera e di valle dove il lavoro, anche industriale e farmaceutico, tiene. Sono due mercati della casa che si muovono in direzioni opposte: canoni che salgono dove c'è domanda, abitazioni che restano vuote dove la domanda è svanita.
Su questo secondo fronte la stampa internazionale ha offerto, negli anni, letture ricorrenti del declino demografico italiano. L'Abruzzo, con i suoi borghi di crinale e le sue valli, è tra i territori che il mondo associa all'Italia che invecchia. Il dato Eurostat sugli arretrati non nomina la regione, ma dialoga con quella geografia.
C'è poi il tema della fiducia. Chi affitta e fatica a pagare, in un paese che ha conosciuto terremoti e ricostruzioni lente, sa quanto pesi l'incertezza sull'abitare. A L'Aquila la memoria del 2009 ha insegnato che la casa non è solo un contratto: è la base da cui si riparte dopo un disastro.
The Local Italy non entra nel merito delle politiche abitative. Si limita a registrare il paradosso di un paese dove i salari stagnano e l'affitto diventa un peso crescente. È il tipo di fotografia che le testate straniere scattano all'Italia: numeri sobri, conseguenze sociali evidenti.
Il collegamento con le proteste nazionali è indiretto ma reale. Le manifestazioni raccontate da France 24 e dal Guardian hanno al centro il costo della vita, e la casa è una delle sue voci. In questo senso il dato Eurostat non è una statistica isolata: è uno dei motori del malcontento che l'Europa osserva.
Per la redazione Abruzzo la domanda è come una regione interna risponda a questa pressione. L'ente locale e i comuni hanno strumenti limitati sul mercato degli affitti, ma possono agire sulla qualità dell'abitare e sulla tenuta dei servizi nei centri minori. Sono leve lente, che non cambiano un dato in un trimestre.
Resta il fatto che l'Italia, secondo la lettura di The Local Italy, è sola tra le grandi economie Ue in questa tendenza. È una solitudine statistica che racconta qualcosa di più profondo: un paese in cui la casa è diventata un indicatore di disuguaglianza, non solo di mercato.
Nei prossimi mesi i dati Eurostat diranno se la tendenza si attenua o si consolida. La redazione seguirà il tema dalle montagne, dove la casa vuota e la casa troppo cara convivono a poca distanza. È il paradosso abruzzese, e forse italiano, raccontato dalla stampa straniera.
