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BASILICATA

Eurostat: l'Italia unica grande economia Ue con arretrati in crescita

The Local Italy: tra i paesi europei gli affittuari italiani stanno peggio mentre i salari restano fermi. Cosa significa in una regione di 537mila abitanti

Pietro Lasorsa700 wordsEdition №164mercoledì 28 ottobre 2026 — Edizione № 164

L'Italia è l'unica grande economia dell'Unione europea in cui cresce il numero di persone in difficoltà a pagare l'affitto, secondo i nuovi dati di Eurostat riportati da The Local Italy. Negli altri grandi paesi il dato resta stabile o cala; in Italia sale, mentre i salari non si muovono.

La testata straniera inquadra il fenomeno come una questione di reddito più che di mercato immobiliare: gli affittuari italiani risultano tra i più svantaggiati d'Europa proprio perché la retribuzione media non segue il costo della casa. Il confronto con gli altri membri Ue rende il caso italiano un'eccezione, non una tendenza comune.

La notizia arriva mentre il paese attraversa un autunno di proteste sul costo della vita, con lo sciopero generale e le manifestazioni in otto città seguiti dalle corrispondenze estere. L'alloggio è uno dei capitoli di quella rabbia, e forse il meno visibile nelle piazze.

Per la Basilicata il dato va letto con cautela: la regione non è nominata nel dispaccio di The Local Italy, e nessun numero locale è disponibile. Ma il meccanismo che il rapporto descrive — salari fermi, affitto che pesa — riguarda anche un territorio dove i giovani emigrano e la casa resta l'ultimo bene a cui aggrapparsi.

Il dispaccio di The Local Italy è breve e i numeri che riporta sono quelli di Eurostat, non elaborazioni locali. La sostanza: tra i grandi paesi dell'Unione, l'Italia è l'unico in cui la quota di persone in arretrato con l'affitto o il mutuo è aumentata. Il dato è presentato come eccezione continentale.

La spiegazione che la testata offre è economica prima che immobiliare. I salari italiani restano stabili, e la stabilità dei salari in un contesto di costi crescenti produce l'effetto che Eurostat misura: più famiglie in difficoltà, anche senza un aumento improvviso dei canoni.

È un punto che merita di essere letto accanto alle altre notizie di questa settimana. The Local Italy ha dedicato più dispacci al malcontento italiano, dallo sciopero generale alle proteste contro i tagli al bilancio; France 24 ha seguito le manifestazioni in otto città sotto misure di sicurezza rafforzate. L'alloggio non è il motivo dichiarato delle piazze, ma è parte del costo della vita che le riempie.

Il Guardian, in un editoriale di questa settimana, ha osservato che la rabbia nelle strade europee rischia di rivolgersi contro l'Unione se questa non dimostra perché la cooperazione migliora la vita delle persone. Il dato Eurostat sull'Italia è esattamente il tipo di prova che quell'editoriale invoca: una statistica comune, comparabile, che mostra dove la vita materiale peggiora.

Per la Basilicata la questione si intreccia con la demografia. La regione ha circa 537mila abitanti e perde giovani verso il Nord e l'estero; chi resta spesso vive in affitto nei centri di Potenza e Matera, dove il mercato è piccolo e i canoni seguono la domanda locale. Nessuna fonte internazionale fornisce cifre regionali, e non ne inventiamo.

C'è però un paradosso che la copertura estera rende visibile. Matera è raccontata dal turismo internazionale come luogo di rinascita, con i Sassi divenuti set cinematografico e capitale europea della cultura nel 2019. Quella rinascita ha un rovescio: la pressione sui pochi alloggi disponibili nei centri storici, che le statistiche nazionali non distinguono ma che chi cerca casa conosce.

The Local Italy non nomina la Basilicata, e questo va detto con chiarezza. Il dispaccio descrive un'eccezione italiana, non un caso meridionale. Il compito della redazione è leggere il dato nazionale dal punto più piccolo e più trasformato del Sud, senza attribuire alla regione effetti che le fonti non misurano.

La domanda che resta aperta è quella che l'articolo lascia implicita: se i salari restano fermi, l'alloggio diventa il termometro del disagio prima che le piazze lo dicano. Eurostat misura gli arretrati; la politica italiana discute il costo della vita. Le due cose, per ora, viaggiano su binari separati.

Nei prossimi mesi il dato sarà aggiornato. Se l'Italia resterà l'unica grande economia con arretrati in crescita, la copertura estera tornerà sul tema, e con essa la domanda su cosa significhi abitare l'Italia con uno stipendio fermo. Dalla Basilicata, dove abitare è ancora relativamente accessibile ma lavorare no, la domanda si rovescia: non è l'affitto a pesare, è l'assenza di chi lo paga.

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