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CALABRIA

Eurostat: l'Italia unica grande economia Ue con arretrati in aumento

The Local Italy: mentre i salari restano fermi, gli affittuari italiani scivolano indietro. Cosa significa in una regione dove la casa è spesso l'unica rete

Saverio Gallo773 wordsEdition №164mercoledì 28 ottobre 2026 — Edizione № 164

L'Italia è l'unica grande economia dell'Unione europea in cui il numero di persone in difficoltà a pagare l'alloggio è cresciuto mentre i salari restavano fermi. Lo riporta The Local Italy citando i nuovi dati di Eurostat, in un quadro in cui gli affittuari italiani figurano tra i più penalizzati d'Europa.

Il dato è secco: non un'emergenza abitativa improvvisa, ma una tendenza che si consolida. The Local Italy la lega esplicitamente alla stagnazione delle retribuzioni, cioè al fatto che l'affitto cresce e lo stipendio no.

Per la Calabria la questione ha una forma particolare. In una regione a forte emigrazione giovanile, la casa non è solo un costo: è spesso l'unica infrastruttura di welfare che una famiglia possiede. Quando l'affitto diventa insostenibile, non si cambia quartiere — si cambia regione.

Il confronto europeo serve a togliere la questione dal registro dell'emergenza locale. Se l'Italia è l'unico grande paese dell'Unione con la curva degli arretrati in salita, il problema non è la singola città né il singolo proprietario: è il rapporto tra salari e rendite, visto da Bruxelles.

Il dato di Eurostat, ripreso da The Local Italy, va letto con attenzione alla sua formulazione: non si tratta di morosità dichiarata né di sfratti, ma di persone che dichiarano difficoltà a sostenere il costo dell'alloggio. È una misura del disagio, non del contenzioso. E proprio per questo racconta una pressione che si accumula prima di diventare visibile nei tribunali.

La testata sottolinea il paradosso italiano: in un paese con un alto tasso di proprietà immobiliare, la fascia degli affittuari è più fragile che altrove. Chi affitta lo fa spesso perché non ha potuto comprare, e lo fa in un mercato dove l'offerta di case in affitto è storicamente ridotta.

A questo si aggiunge il nodo dei salari. The Local Italy parla di retribuzioni ferme: un'espressione che in Italia ha una storia lunga, e che la copertura internazionale usa ormai come chiave di lettura ricorrente del paese. Il costo dell'alloggio non è un capitolo separato dalla questione salariale: ne è la conseguenza più diretta.

In Calabria la casa ha una funzione che i numeri nazionali non registrano. Dove i servizi sono radi e i trasporti incerti, l'abitazione è il perno attorno a cui si organizza la vita quotidiana: la vicinanza ai genitori anziani, la cura dei figli, la possibilità di accettare un lavoro precario perché l'affitto non divora lo stipendio.

Quando quel perno si rompe, la reazione non è la protesta ma la partenza. La regione convive da decenni con un'esodo di giovani che la copertura internazionale registra come tratto strutturale del Mezzogiorno. Un affitto insostenibile aggiunge un motivo alla lista, e lo aggiunge nella fascia d'età che il territorio vorrebbe trattenere.

C'è poi il rovescio della medaglia: un patrimonio immobiliare vecchio, spesso ereditato e frazionato tra più proprietari, che non entra nel mercato dell'affitto perché richiederebbe lavori che nessuno vuole finanziare. Non è un dettaglio tecnico. È la ragione per cui, in molti comuni calabresi, l'offerta di case in affitto è quasi inesistente e i pochi alloggi disponibili tengono prezzi che il mercato locale non giustifica.

Il quadro che emerge dai dati europei, insomma, non descrive una bolla dei prezzi come in altre capitali. Descrive una strozzatura: poca offerta, salari bassi, e una domanda che non può spostarsi altrove perché altrove non c'è lavoro.

The Local Italy non trae conclusioni di policy, e La Veduta non ne aggiunge. Il punto che i dati sostengono è più semplice: mentre il dibattito politico italiano si concentra sulle piazze e sul costo della vita, la voce dell'alloggio resta quella che cambia più lentamente e pesa più a lungo. È una pressione che non fa rumore, e per questo entra tardi nell'agenda.

Per la Calabria, il dato Eurostat è un promemoria. La regione è abituata a essere raccontata dal mondo per il crimine e per gli sbarchi. Le statistiche sull'abitare dicono un'altra cosa: che la fragilità del Sud passa anche dalle bollette, dai contratti d'affitto e dalla distanza tra ciò che una famiglia guadagna e ciò che le serve per restare.

Cosa guardare nei prossimi mesi: se il dato italiano corregge la tendenza o la conferma. Eurostat pubblica con cadenza periodica, e la serie è la sola misura comparabile che l'Italia abbia in materia. Se la curva non si piega, la questione abitativa smetterà di essere un tema sociale e diventerà, come già in altre capitali europee, un tema elettorale.

Per ora resta un dato. Ma è il tipo di dato che, visto da Catanzaro, spiega più di molte cronache: la casa è il luogo dove si misura se una regione trattiene i suoi figli o li accompagna alla stazione.

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