SICILIA
Gli affittuari italiani i più in difficoltà d'Europa: lo sguardo da Palermo
Eurostat rileva che l'Italia è l'unica grande economia dell'UE con un numero crescente di persone in arretrato con l'alloggio mentre i salari ristagnano
Concetta Vassallo764 wordsEdition №164mercoledì 28 ottobre 2026 — Edizione № 164
L'Italia è l'unica grande economia dell'Unione europea in cui il numero di persone in difficoltà a pagare l'alloggio è cresciuto, mentre i salari restano fermi. Lo riporta The Local Italy, citando i nuovi dati di Eurostat diffusi questa settimana. Il quadro è quello di un paese in cui la casa pesa sui bilanci più di quanto accada altrove in Europa.
La rilevazione europea colloca l'Italia fuori dalla tendenza generale: negli altri grandi paesi dell'Unione la pressione sugli affittuari sarebbe stabile o in calo. Il dato italiano, secondo la testata, va letto insieme alla stagnazione delle retribuzioni, che rende l'affitto una voce sempre più difficile da sostenere.
Per la Sicilia la questione ha un doppio volto. Da un lato Palermo e Catania registrano da anni canoni in crescita nelle zone universitarie e nei centri storici; dall'altro l'isola convive con un patrimonio abitativo in parte inutilizzato e con un'economia in cui il lavoro precario e stagionale rende il salario un dato incerto. La casa diventa così la misura più visibile di un disagio che il telegrafo europeo fotografa a scala nazionale.
Il tema degli affitti si intreccia, secondo The Local Italy, con il più ampio malcontento che ha portato decine di migliaia di persone in piazza nelle ultime settimane. Il caro-alloggio è tra le voci che i manifestanti citano tra le cause della crisi del costo della vita.
L'analisi della testata inglese si sofferma sul paradosso italiano: un paese con un'elevata quota di proprietà immobiliare, ma con un mercato degli affitti ristretto e canoni che crescono più dei redditi. Chi non possiede casa si trova in una posizione di svantaggio che i dati Eurostat rendono evidente.
Il confronto con gli altri grandi paesi europei, secondo The Local Italy, mostra che la Germania, la Francia e la Spagna hanno registrato una stabilizzazione o una riduzione degli arretrati negli affitti. L'Italia è l'eccezione, e la testata collega questa anomalia alla debole dinamica salariale che caratterizza il mercato del lavoro italiano da anni.
In Sicilia il fenomeno si sovrappone a una realtà abitativa complessa. I centri storici di Palermo e di altre città dell'isola sono stati al centro di politiche di riqualificazione che hanno attirato investimenti e turismo, ma hanno anche spinto verso l'alto i prezzi delle locazioni in alcune zone. Le famiglie a reddito medio-basso si trovano spesso a dover scegliere tra la periferia e la permanenza in alloggi che non riescono più a permettersi.
La dimensione demografica aggiunge un elemento: l'Italia è un paese che invecchia e in cui i giovani emigrano. La difficoltà di accesso alla casa è tra i fattori che, secondo le analisi della stampa estera, contribuiscono a rendere più incerta la permanenza dei giovani nel paese. In Sicilia, dove la partenza dei giovani è un tema ricorrente, il nodo degli affitti si intreccia con quello dello spopolamento delle aree interne.
The Local Italy sottolinea che i dati Eurostat sono solo l'ultima conferma di una tendenza che dura da tempo. Il caro-alloggio non è un fenomeno nuovo, ma la sua crescita in un contesto di salari stagnanti lo rende sempre più rilevante nel dibattito pubblico.
Le proteste di questo autunno, raccontate dalla stampa internazionale, hanno portato in piazza anche il tema della casa. I manifestanti, secondo la ricostruzione delle testate estere, chiedono interventi su salari, servizi pubblici e costo della vita. L'alloggio è una delle voci che più pesano sui bilanci familiari.
Per la Sicilia, regione a statuto speciale con ampi poteri in materia di edilizia pubblica e politiche abitative, la partita si gioca su più livelli. Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, in parte vetusto, richiederebbe investimenti che le casse regionali faticano a sostenere. La domanda di alloggi a canone sostenibile resta alta, soprattutto nelle città universitarie.
Il turismo, motore economico dell'isola, ha effetti ambivalenti sul mercato delle locazioni. Da un lato sostiene redditi e attività; dall'altro, la conversione di appartamenti in affitti brevi riduce l'offerta di case per i residenti. È un fenomeno che la stampa internazionale ha raccontato per Venezia e Firenze, ma che riguarda anche i centri storici siciliani.
La lettura di The Local Italy non offre soluzioni, ma indica una direzione: il problema degli affitti in Italia non è congiunturale, ma strutturale. Senza una ripresa dei salari e senza politiche abitative adeguate, il divario tra redditi e canoni è destinato a restare.
Per Palermo e per la Sicilia, il dato Eurostat è un promemoria. L'isola che il mondo guarda come frontiera del Mediterraneo è anche un luogo dove la casa, bene primario, resta fuori portata per una parte crescente della popolazione. È una frontiera meno visibile, ma altrettanto reale.
