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TOSCANA

Eurostat: l'Italia è l'unica grande economia UE dove gli arretrati crescono

The Local Italy riporta i nuovi dati: salari fermi e affitti che pesano. In Toscana il mercato delle seconde case stringe il centro storico

Costanza Bardi690 wordsEdition №164mercoledì 28 ottobre 2026 — Edizione № 164

L'Italia è l'unica grande economia dell'Unione europea in cui cresce il numero di persone in difficoltà a pagare l'alloggio, mentre i salari restano fermi. È quanto riporta The Local Italy citando i nuovi dati di Eurostat, pubblicati martedì.

La notizia arriva in una settimana in cui la stampa internazionale descrive un autunno di malcontento attraversato da proteste sul costo della vita in diverse città italiane, da Roma a Milano. Il dato Eurostat offre a quelle piazze una cornice statistica: non solo prezzi al consumo, ma il costo di restare a casa propria.

Per la Toscana la questione ha un profilo particolare. Firenze, Siena, Lucca e la campagna circostante vivono di un mercato immobiliare sostenuto in larga parte dalla domanda straniera di seconde case e affitti brevi, un fenomeno che la stampa internazionale di viaggi e costume segue da anni senza mai esaurirlo.

Il dispaccio di The Local Italy non nomina la Toscana e non fornisce cifre regionali. Il collegamento va letto con prudenza: là dove il patrimonio abitativo è conteso tra residenti e visitatori, l'aritmetica degli arretrati diventa più rigida, non più generosa.

Il quadro che The Local Italy ricava da Eurostat è sobrio e scomodo: l'Italia non è sola nell'avere affitti cari, ma è sola, tra le grandi economie dell'Unione, nel vedere crescere la quota di inquilini in ritardo o in difficoltà nei pagamenti. Le altre grandi economie, secondo la lettura del giornale, mostrano una tendenza diversa o stabile.

La ragione indicata è il ristagno dei salari. È un'osservazione che la stampa economica internazionale ripete da tempo sull'Italia: la crescita dei redditi da lavoro è stata modesta, mentre il costo della vita, e in particolare quello dell'abitare, ha seguito traiettorie più ripide.

Il dato si inserisce in un autunno che la stampa estera racconta come agitato. France 24 ha riferito di proteste contro i tagli al bilancio e il costo della vita in otto città, con misure di sicurezza rafforzate; Euronews ha descritto scontri tra giovani manifestanti e polizia a Roma. Il Guardian, in un editoriale di Catherine De Vries, si è chiesto se la rabbia delle strade europee non finisca per rivolgersi contro l'Unione stessa.

In questo contesto, la questione degli affitti non è un dettaglio tecnico. È il punto in cui la precarietà individuale diventa un tema politico, e in cui le città che il mondo ammira rischiano di diventare inaccessibili a chi ci lavora.

Firenze è, per la stampa internazionale, il caso italiano più citato di questa tensione. I resoconti stranieri sul turismo di massa hanno descritto per anni un centro storico in cui le botteghe lasciano il posto agli affitti brevi e i residenti si spostano verso la periferia. Non è una novità, ma è la ragione per cui un dato nazionale sugli arretrati va letto con attenzione in Toscana.

La regione ha un mercato del lavoro frammentato: turismo, ristorazione, commercio, artigianato, agricoltura e manifattura diffusa. Sono settori in cui i redditi sono spesso stagionali o discontinui, e in cui un affitto concordato su parametri internazionali pesa in modo sproporzionato.

C'è poi il capitolo delle seconde case. La stampa di costume estera continua a raccontare la Toscana come luogo di ritiro e di acquisto per stranieri facoltosi, dalle colline del Chianti alla Val d'Orcia. Quel racconto alimenta domanda e prezzi, e convive con la difficoltà di chi cerca casa tutto l'anno.

The Local Italy non offre cifre regionali né nomina città toscane. La lettura va quindi tenuta sul piano della logica economica, non della statistica locale: se il reddito da lavoro ristagna e il costo dell'abitare sale, il margine per i residenti si riduce, indipendentemente dal numero esatto di sfratti.

Il giornale non indica quali misure il governo intenda adottare sugli affitti. La rassegna di The Local Italy di martedì menziona invece i colloqui sul costo della vita e l'estensione del tetto ai prezzi dei carburanti da parte di alcuni distributori. Sono interventi su fronti diversi da quello abitativo.

Per la Toscana la domanda che resta aperta è quella che la stampa estera pone da anni: una città che vive di visitatori può restare abitabile per chi la serve? Il dato Eurostat non risponde, ma rende la domanda meno eludibile.

Chi osserva la regione dall'estero tende a separare due Toscane: quella del paesaggio e del vino, raccontata dalle riviste di viaggio, e quella dei contratti brevi e degli affitti fuori mercato. Il dato Eurostat suggerisce che la seconda non è un'ombra della prima, ma la sua conseguenza.

Non ci sono, al momento, indicazioni di reazioni politiche locali riportate dalla stampa internazionale. Il dispaccio si limita quindi a registrare il dato e a collocarlo dove la domanda abitativa incontra la domanda turistica.

Nei prossimi mesi la variabile da seguire sarà il mercato del lavoro: se i salari restano fermi, come riporta The Local Italy, la pressione sugli affitti non si allenta con un tetto ai carburanti. È una considerazione che vale per il Paese e, con le dovute proporzioni, per le sue città d'arte.

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