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UMBRIA

Eurostat: l'Italia sola in Europa dove gli affittuari arretrano

The Local cita i nuovi dati: unico grande Paese Ue con più persone in difficoltà a pagare l'alloggio mentre i salari stagnano. A Perugia la casa studentesca pesa.

Niccolò Mariani640 wordsEdition №164mercoledì 28 ottobre 2026 — Edizione № 164

L'Italia è l'unico grande Paese dell'Unione europea in cui il numero di persone in difficoltà a pagare l'alloggio è aumentato, mentre i salari restano fermi. Lo ha riferito questa settimana The Local Italy, citando i nuovi dati di Eurostat. La testata descrive un quadro in cui gli affittuari italiani figurano tra i più svantaggiati d'Europa.

Il dato non riguarda una città in particolare, ma un Paese intero. Eppure, visto dall'Umbria — regione di 858.000 abitanti, con Perugia capoluogo e un'economia fatta di agricoltura, piccola manifattura, ceramiche e turismo — il tema degli affitti ha un volto preciso: quello degli studenti che arrivano da fuori, dei lavoratori stagionali e dei giovani che restano nei centri storici.

The Local Italy non fornisce cifre regionali, e la redazione non ne aggiunge. Il punto che la testata mette in evidenza è però strutturale: la stagnazione dei salari incontra un mercato degli affitti che non si adegua. Chi paga l'affitto in Italia lo fa, secondo questa lettura, con un reddito che non cresce.

L'Italia è l'unico grande Paese dell'Unione europea in cui il numero di persone in difficoltà a pagare l'alloggio è aumentato, mentre i salari restano stabili. È quanto ha riferito questa settimana The Local Italy, sulla base dei nuovi dati Eurostat. La testata colloca gli affittuari italiani tra i più svantaggiati del continente.

La formulazione è precisa e va tenuta tale: si parla di un'unica grande economia dell'Ue con un numero crescente di persone in arretrato sull'affitto, in un contesto di salari fermi. Non è una classifica dei prezzi, né una graduatoria delle città più care. È un indicatore di difficoltà di pagamento, che dice qualcosa sul rapporto tra redditi e costo della casa.

Per l'Umbria, regione interna di 858.000 abitanti, questo dato non si traduce in una cifra locale — le fonti non ne forniscono. Si traduce in una condizione riconoscibile: Perugia è sede di due atenei storici, e il mercato degli affitti per studenti fuori sede è da anni un tema ricorrente nelle conversazioni cittadine. Chi arriva da fuori per studiare cerca stanze, e chi le affitta guarda a un reddito familiare che, secondo il quadro europeo, non cresce.

Lo stesso vale per i comuni più piccoli. Assisi, Spoleto, Orvieto, Todi vivono di turismo e di festival — Umbria Jazz, il Festival dei Due Mondi — e questo porta lavoratori stagionali che cercano alloggio per poche settimane. Non è la stessa cosa dell'affitto residenziale, ma è un pezzo dello stesso mercato: offerta rigida, domanda concentrata, prezzi che si adeguano alla stagione.

The Local Italy non analizza il nesso tra turismo e affitti, e la redazione non lo inventa. Il dato Eurostat, però, invita a leggere insieme due fenomeni che la stampa estera sull'Italia tratta spesso separatamente: la pressione turistica sui centri storici e la difficoltà dei residenti a sostenere i costi dell'alloggio.

C'è poi la questione demografica, che il mondo osserva da tempo. L'Italia ha circa 59 milioni di abitanti e una popolazione che invecchia; i giovani emigrano. In una regione come l'Umbria, dove i centri storici si svuotano e le case restano vuote nei borghi, il paradosso segnalato da Eurostat è che l'affitto pesa comunque. Non per scarsità di immobili, ma per la debolezza dei redditi.

La lettura di The Local Italy si ferma ai dati. Non ci sono, nel dispaccio della testata, dichiarazioni di ministri o sindaci, né annunci di provvedimenti. La redazione non ne attribuisce. Quello che si può dire è che il tema della casa è entrato nel dibattito politico italiano attraverso le proteste di questo autunno, che altre testate estere hanno seguito — ma di questo si occupa il dispaccio dedicato.

Per chi guarda l'Italia dall'interno, il dato Eurostat ha un sapore familiare. Le famiglie che aiutano un figlio a pagare l'affitto a Perugia o a Terni lo fanno spesso con risparmi, non con reddito corrente. È una forma di welfare privato che la statistica europea non misura, ma che il numero sugli arretrati suggerisce.

Cosa succede ora? The Local Italy non lo dice. Il dato Eurostat è una fotografia, non una previsione. Se i salari restano fermi — come la testata riporta — la pressione sull'affitto non si allenta da sola. È l'unica conclusione che le fonti sostengono, e la redazione si ferma qui.

Vista da Perugia, la notizia non è un'alluvione né un festival. È una riga di statistica che riguarda la vita quotidiana di chi paga una stanza, un appartamento, un affitto breve. Nell'Italia interna, dove i numeri nazionali arrivano sempre un po' sfumati, questa riga ha comunque un peso.

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