PUGLIA
Affitti, l'Italia è la sola grande economia UE con gli arretrati in crescita
The Local Italy ed Eurostat: mentre i salari restano fermi, i canoni corrono. Per la Puglia il nodo è il turismo che spinge i prezzi
Francesca Lazzari700 wordsEdition №164mercoledì 28 ottobre 2026 — Edizione № 164
L'Italia è l'unica grande economia dell'Unione europea in cui cresce il numero di persone in difficoltà a pagare l'alloggio, mentre i salari restano fermi. Lo riporta The Local Italy, citando i nuovi dati Eurostat: un'eccezione italiana in un quadro europeo dove la pressione sugli affittuari tende a stabilizzarsi.
Il dato arriva senza il conforto di una spiegazione unica. The Local Italy parla di salari stagnanti come sfondo generale, ma non attribuisce la tendenza a una causa sola. E già questo è un fatto notevole: l'Italia non è un paese di affitti cari come le capitali del Nord Europa, eppure è quella che arretra.
Per la Puglia la questione ha una forma precisa. Bari e il Salento sono tra i mercati dove il canone segue la stagione turistica: un appartamento che d'estate si affitta a settimana, d'inverno si propone a mensilità. Chi ci vive tutto l'anno si trova a competere con un prezzo che non è pensato per lui.
La lettura internazionale è severa ma sobria. Non c'è un'alluvione di sfratto raccontata dalla stampa estera, c'è una linea che sale mentre le altre scendono. È il tipo di dato che pesa più nei confronti tra paesi che nelle cronache di quartiere.
Il punto di partenza è Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea. La rilevazione riguarda le persone che dichiarano difficoltà a sostenere i costi dell'abitazione, e The Local Italy ne ricava una conclusione secca: tra le grandi economie dell'UE, l'Italia è la sola dove quella quota è in aumento. Non è un primato di povertà assoluta, è un primato di direzione.
Il confronto con gli altri paesi conta. In gran parte d'Europa la pressione sugli affittuari è alta ma stabile, o in lento calo dopo gli anni dell'inflazione. L'Italia, secondo questa lettura, si muove in senso opposto: non perché i canoni siano i più alti del continente, ma perché il reddito da lavoro non tiene il passo.
The Local Italy lega il fenomeno ai salari fermi. È una connessione prudente: la testata non sostiene che i canoni italiani siano esplosi, sostiene che la capacità di pagarli si è erosa. La differenza è sostanziale, e spiega perché il problema riguardi anche città che non sono mete di finanza immobiliare.
Qui entra la Puglia. Bari è diventata in pochi anni un mercato residenziale ambito, con un centro storico ripopolato e un'offerta di affitto breve che compete con quella lunga. Il Salento ha un ciclo ancora più marcato: da giugno a settembre il canone settimanale vale quanto un mese in altre stagioni.
Chi vive e lavora in questi luoghi, spesso con contratti stagionali nel turismo o nell'agricoltura, si trova davanti a una scelta semplice e sgradevole. Restare e pagare, o spostarsi verso l'entroterra dove i prezzi scendono ma i servizi anche. È un'economia che funziona per chi affitta e stringe per chi paga.
La stampa estera non nomina la Puglia in questa rilevazione, e va detto con chiarezza: il collegamento regionale è un'ipotesi di lettura, non un dato Eurostat. Ma il meccanismo che The Local Italy descrive a livello nazionale — salari fermi, costo dell'alloggio che sale — è esattamente quello che si osserva nei mercati a forte stagionalità.
C'è poi il tema dell'offerta. Le città pugliesi hanno un patrimonio edilizio vecchio, molto proprietà frammentata e pochi grandi operatori dell'affitto. Quando la domanda cresce, l'aumento si scarica rapidamente sui contratti esistenti, senza che nasca nuova offerta a prezzo intermedio.
Il paradosso è che il turismo, motore dell'economia regionale, diventa il principale responsabile del costo abitativo per chi ci lavora. Non è una novità europea: Barcellona, Lisbona e Atene hanno conosciuto lo stesso passaggio. La differenza è che in Puglia il fenomeno è più recente e meno regolato.
Il dato Eurostat, così come lo riporta The Local Italy, non distingue tra affitto e mutuo. Ma la parola usata è quella degli affittuari, e il quadro che ne esce è coerente: in un paese di proprietari, chi affitta è una minoranza esposta, e quella minoranza sta peggiorando mentre il resto d'Europa si ferma.
Cosa guardare nei prossimi mesi. La stagione invernale dirà se i canoni brevi si convertiranno in lunghi, come accade quando il turismo rallenta. E i salari, fermi da anni, sono la variabile che nessun comune può muovere da solo.
Per una regione che vende sole e case, il dispaccio che arriva da Bruxelles è un avviso. La Puglia può crescere nel turismo e restare un posto dove chi ci lavora non riesce a pagarsi un tetto. Le due cose, secondo i numeri che la stampa estera riporta, stanno già accadendo insieme.
