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CULTURA

Agrippa di Robert Harris: il ritratto del potere che Roma non ha mai raccontato

Il nuovo romanzo dello scrittore inglese è un memoriale fittizio del braccio destro di Ottaviano, tra sangue e lotte per il potere

Eleonora Vanzetti640 wordsEdition87martedì 18 agosto 2026 — Edizione № 87

Robert Harris, autore di successi come 'Pompei' e la trilogia di Cicerone, torna nell'antica Roma con 'Agrippa', un romanzo che il Guardian definisce un 'ritratto persuasivo della rivalità' ai vertici del potere.

Il libro si presenta come un finto memoriale scritto da Marco Vipsanio Agrippa, il braccio destro di Ottaviano, l'uomo che trasformò la repubblica in impero. Una prospettiva inedita su un periodo di spargimenti di sangue, tradimenti e frenetiche lotte per il potere.

Per chi pensa all'impero romano diverse volte a settimana, ha scritto il recensore del Guardian, Harris ha coperto ogni aspettativa.

Agrippa è una figura che la storia ha spesso relegato all'ombra del suo più celebre patrono. Generale, architetto e ammiraglio, fu lui a vincere la battaglia di Azio contro Marco Antonio e Cleopatra, e a progettare il Pantheon di Roma, ancora oggi uno dei monumenti più visitati d'Italia.

Il Guardian ha sottolineato come Harris scelga proprio questo personaggio per raccontare la nascita dell'impero: una scelta che permette di osservare i meccanismi del potere da una prospettiva interna, quella di chi ha costruito le fondamenta del regime senza mai sedersi sul trono.

Il romanzo, che segue la trilogia dedicata a Cicerone e il precedente lavoro su Pompeo, si inserisce in una tradizione di narrativa storica che ha trovato in Harris uno dei suoi interpreti più raffinati. La sua capacità di mescolare rigore storico e tensione narrativa è stata lodata dalla critica internazionale.

Per il pubblico italiano, il libro arriva in un momento di rinnovato interesse per la romanità, alimentato anche dai successi delle serie televisive e dei documentari prodotti all'estero. La stampa britannica ha notato come i romanzi di Harris contribuiscano a plasmare l'immagine dell'antica Roma nel mondo contemporaneo.

Il recensore del Guardian ha parlato di 'spargimenti di sangue, tradimenti e frenetiche lotte per il potere', elementi che rendono il libro un thriller politico più che un semplice romanzo storico. La figura di Agrippa, leale ma ambizioso, serve a Harris per esplorare il tema dell'amicizia e della lealtà in un contesto dove la sopravvivenza è la prima regola.

L'ambientazione romana, con i suoi fori, i palazzi imperiali e le campagne del Lazio, è descritta con una precisione che ha fatto guadagnare a Harris la reputazione di uno scrittore che 'fa i compiti a casa', come ha scritto la critica. Ogni dettaglio, dalla politica del Senato alle tecniche di assedio, è ancorato alle fonti storiche.

Per il mercato editoriale italiano, l'uscita di un nuovo romanzo di Harris è sempre un evento. Le sue opere vengono tradotte rapidamente e trovano un pubblico ampio, non solo tra gli appassionati di storia ma anche tra i lettori di thriller. Il successo internazionale del genere storico-romano, ha osservato il Guardian, è un fenomeno che riguarda soprattutto il pubblico anglosassone, ma che ha ricadute anche sulle vendite in Italia.

Il romanzo, oltre alla trama, offre una riflessione sulla natura del potere e sulla costruzione del consenso, temi che risuonano con la politica contemporanea. Harris non fa mai paralleli espliciti, ma il recensore ha suggerito che la descrizione della manipolazione politica e della propaganda nell'antica Roma non può non far pensare al presente.

Agrippa, come personaggio, incarna il dilemma di chi serve il potere senza possederlo. La sua storia, ha scritto il Guardian, è quella di un uomo che ha sacrificato la propria ambizione personale per la grandezza di Roma, e che proprio per questo è stato dimenticato. Il romanzo di Harris è un tentativo di restituirgli la parola.

La critica ha accolto il libro con favore, pur notando che Harris non innova rispetto ai suoi lavori precedenti. La formula è collaudata: un protagonista storico racconta in prima persona gli eventi, con uno stile sobrio e una tensione crescente. Ma è una formula che funziona, come dimostrano le classifiche di vendita.

Per i lettori italiani, il fascino del libro risiede anche nella possibilità di camminare per le strade di una Roma che esiste ancora, seppur trasformata. I luoghi descritti da Harris — il Campidoglio, il Circo Massimo, il Porto di Ostia — sono parte del paesaggio quotidiano di chi vive nella capitale, e il romanzo offre una chiave per leggerli in modo nuovo.

L'uscita del libro è stata accompagnata da un tour promozionale che ha toccato diverse città europee, come ha raccontato lo stesso Guardian. In Italia, il romanzo è atteso nelle librerie nelle prossime settimane, e le prime recensioni straniere hanno già contribuito a creare aspettative tra i lettori.

Agrippa, in definitiva, si presenta come un'opera che unisce intrattenimento e riflessione, capace di parlare sia a chi conosce a fondo la storia romana sia a chi si avvicina per la prima volta. Il verdetto del Guardian è netto: un romanzo che persuade, e che conferma Robert Harris come uno dei maestri della narrativa storica contemporanea.

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