ABRUZZO
Allerta rossa in 27 città, l'Appennino resiste al caldo
Il Governo estende l'allerta massima mentre la quarta ondata di calore si intensifica
Marco Di Sante780 wordsEdition №72giovedì 6 agosto 2026 — Edizione № 72
L'Italia ha posto tutte le sue 27 principali città, da Trieste a Palermo, sotto il massimo livello di allerta caldo mentre la quarta ondata di calore che colpisce il paese questa estate si intensifica, con temperature che in alcune aree si avvicinano ai 40°C, secondo il Guardian.
La misura riguarda i grandi centri urbani, ma nelle regioni dell'Appennino interno come l'Abruzzo la preoccupazione si concentra sulle conseguenze a catena: il caldo prolungato sulle montagne accelera lo scioglimento delle riserve idriche e mette alla prova la rete elettrica dei piccoli comuni.
Il Guardian ha riferito mercoledì che l'Italia ha attivato il livello massimo di allerta caldo in tutte le 27 principali città del paese, da Trieste nel nord a Palermo nel sud, mentre la quarta ondata di calore dell'estate si intensifica. In alcune aree le temperature si avvicinano ai 40°C, una soglia che rende rischiosa l'esposizione prolungata anche per le persone sane.
La decisione arriva in una settimana in cui il paese intero cerca di adattare la propria routine al caldo estremo. La BBC ha dedicato una guida pratica su come evitare il peggio dell'ondata, con suggerimenti che vanno dai supermercati climatizzati ai tour notturni dei centri storici.
Per l'Abruzzo, la questione non è solo urbana. L'Aquila sorge a 720 metri di altitudine e il suo clima continentale ha sempre garantito notti fresche anche in piena estate. Negli ultimi anni, però, le ondate di calore hanno raggiunto anche le valli appenniniche, dove la popolazione è più anziana e le abitazioni spesso non sono dotate di impianti di raffreddamento.
Le autorità sanitarie italiane hanno da tempo individuato negli anziani la fascia più vulnerabile durante le ondate di calore. Nei piccoli comuni dell'entroterra abruzzese, dove l'età media supera i 50 anni in molte aree, il rischio è amplificato dalla distanza dai grandi ospedali.
Il caldo ha anche un effetto diretto sulle infrastrutture. Le linee elettriche che risalgono le montagne per servire i paesi più isolati sono soggette a sovraccarichi quando i condizionatori vengono accesi contemporaneamente, un problema che in passato ha causato blackout locali nelle ore di punta.
Sul fronte agricolo, la quarta ondata di calore arriva in un momento delicato per le colture estive. Nelle valli dell'Aquila e del Fucino, dove si producono patate, carote e altri ortaggi, gli agricoltori monitorano le riserve idriche, già messe alla prova dalle restrizioni che diverse regioni italiane hanno adottato nelle scorse settimane.
La situazione idrica nazionale resta tesa. Nelle scorse settimane, diverse regioni hanno introdotto ordinanze di limitazione dell'uso dell'acqua, e le cronache internazionali hanno seguito con attenzione la siccità che ha colpito il nord Italia. L'Abruzzo, che attinge in larga parte dalle falde appenniniche, ha finora retto meglio di altre aree, ma il caldo prolungato riduce la portata delle sorgenti.
Il turismo, una delle principali voci economiche della regione, sta cambiando abitudini. Le località di mare della costa abruzzese registrano presenze, ma i tour operator stranieri consigliano ormai ai visitatori di pianificare le attività all'aperto nelle ore serali, come suggerito anche dalla guida della BBC.
Le previsioni indicano che l'ondata di calore potrebbe attenuarsi verso il fine settimana, ma gli esperti citati dalla stampa internazionale avvertono che eventi di questa intensità diventeranno più frequenti. Per le comunità dell'Appennino, la sfida è duplice: adattare le infrastrutture a un clima che cambia e proteggere una popolazione che invecchia.
Il governo italiano ha già mostrato attenzione alle emergenze climatiche, come dimostrano gli stanziamenti recenti per le aree colpite da calamità. Ma la gestione del caldo richiede anche scelte locali: dal potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare alla creazione di spazi climatizzati nei piccoli centri.
Mentre le 27 città italiane si preparano a giornate di allerta massima, l'Appennino abruzzese osserva con prudenza. La montagna, che per secoli ha offerto refrigerio nelle estati romane, oggi si trova a fare i conti con un caldo che non conosce altitudine.
