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MARCHE

Amatrice, dieci anni dopo: la ricostruzione che non arriva

Il Guardian racconta la rabbia per i cantieri mai aperti nel cratere del 2016. Le Marche osservano, tra memoria e spopolamento

Elena Marcheggiani720 wordsEdition95mercoledì 26 agosto 2026 — Edizione № 95

Lunedì ad Amatrice una messa ha commemorato il decimo anniversario del terremoto che nel 2016 rase al suolo il centro storico della cittadina laziale, uccidendo 299 persone. Ma la celebrazione si è svolta all'ombra di una ricostruzione che, secondo quanto riportato dal Guardian, procede con una lentezza che alimenta la rabbia degli abitanti.

Il quotidiano britannico ha documentato che, a partire da aprile, due terzi dei progetti pubblici pianificati ad Amatrice non erano ancora iniziati, una percentuale che sale a sette su dieci nelle aree più colpite dal sisma. Un dato che getta una luce cruda sul decennale di una delle più gravi catastrofi naturali che abbiano colpito l'Italia centrale in tempi recenti.

Il terremoto del 24 agosto 2016 non colpì solo il Lazio. La scossa di magnitudo 6.2 si propagò con violenza anche nelle regioni vicine, e in particolare nelle Marche, dove i comuni dell'entroterra ascolano e maceratese subirono danni ingenti. La ricostruzione marchigiana, come quella laziale, è stata segnata da ritardi, burocrazia e dalla lenta restituzione delle case alle comunità.

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