LAZIO
Amatrice, dieci anni dopo: la ricostruzione che non arriva
Due terzi dei progetti pubblici non sono ancora iniziati nella città simbolo del sisma del 2016
Davide Ruspoli620 wordsEdition №95mercoledì 26 agosto 2026 — Edizione № 95
Lunedì, nella città italiana di Amatrice, una messa ha commemorato il decimo anniversario del terremoto che nel 2016 rase al suolo gran parte del centro storico, uccidendo centinaia di persone. Ma la ricorrenza arriva mentre la ricostruzione procede a rilento: secondo quanto riferito dal Guardian, a partire da aprile due terzi dei progetti pubblici pianificati non erano ancora iniziati, una proporzione che sale a sette su dieci nelle aree più colpite.
La lentezza dei lavori ha alimentato la rabbia dei residenti e dei familiari delle vittime, che da un decennio attendono il ritorno a una normalità fatta di case, scuole e servizi. Il Guardian cita il malcontento diffuso nella comunità, dove molti vedono nel ritardo una mancanza di volontà politica e burocratica.
La data del 24 agosto 2016 è impressa nella memoria collettiva italiana: il sisma di magnitudo 6.2 colpì un'area che comprendeva Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, causando quasi trecento vittime. La scossa, avvertita fino a Roma, dove molti residenti del Lazio hanno legami familiari con le zone colpite, segnò l'inizio di una lunga scia di eventi sismici che avrebbero interessato il centro Italia nei mesi successivi.
