TOSCANA
Amatrice, dieci anni dopo: la ricostruzione che non arriva
Due terzi dei progetti pubblici non sono ancora partiti. La Toscana guarda al cratere e pensa ai suoi borghi
Costanza Bardi820 wordsEdition №93lunedì 24 agosto 2026 — Edizione № 93
A dieci anni dal terremoto che distrusse Amatrice e i paesi del centro Italia, la ricostruzione procede a un ritmo che la stampa internazionale definisce inaccettabile. Secondo un'inchiesta del Guardian pubblicata domenica, ad aprile due terzi dei progetti pubblici pianificati per la ricostruzione della cittadina laziale non avevano ancora avuto inizio, e nelle aree più colpite la percentuale sale a sette su dieci.
Il quotidiano britannico ricorda che il sisma del 24 agosto 2016, di magnitudo 6.2, uccise 299 persone, la maggior parte delle quali proprio ad Amatrice. Dieci anni dopo, la città simbolo del disastro resta in gran parte un cantiere fermo, con i suoi abitanti dispersi in alloggi temporanei e strutture provvisorie.
La lentezza della ricostruzione non è solo un problema del Lazio o delle Marche. Per la Toscana, che condivide con quelle regioni la fragilità sismica dell'Appennino centrale, la vicenda di Amatrice è un monito costante: il patrimonio storico e architettonico che attira milioni di visitatori ogni anno è anche il più esposto al rischio.
