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EMILIA-ROMAGNA

Dieci anni dopo il sisma, Amatrice aspetta ancora la ricostruzione

La rabbia dei sopravvissuti mentre due terzi dei progetti pubblici non sono ancora iniziati

Giulia Benati891 wordsEdition95mercoledì 26 agosto 2026 — Edizione № 95

Dieci anni dopo il terremoto che rase al suolo Amatrice, i sopravvissuti si sono riuniti lunedì per una messa di commemorazione, ma la rabbia per la lentezza della ricostruzione resta alta. Secondo il Guardian, a partire da aprile, due terzi dei progetti pubblici pianificati ad Amatrice non erano ancora iniziati, una percentuale che sale a sette su dieci nelle aree più colpite.

Il terremoto dell'agosto 2016, che colpì il centro Italia con una magnitudo di 6.2, uccise 299 persone e distrusse interi borghi come Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. A distanza di un decennio, la ricostruzione pubblica procede a rilento, mentre i residenti che non hanno ancora potuto tornare alle loro case guardano con crescente frustrazione a un futuro incerto.

La vicenda di Amatrice è osservata con attenzione anche in Emilia-Romagna, una regione che ha vissuto il proprio dramma sismico nel 2012, quando due terremoti colpirono il cuore produttivo della pianura tra Modena, Ferrara e Bologna, causando 27 morti e danni ingenti al patrimonio industriale e culturale.

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