ABRUZZO
New York alla montagna: una famiglia americana sceglie l'Abruzzo
Cassandra Tresl e suo marito hanno abbandonato la costa orientale per una casa di 13.100 dollari in una piccola città. Ma cosa significa per i borghi in spopolamento.
Marco Di Sante972 wordsEdition №32mercoledì 1 luglio 2026 — Edizione № 32
Cassandra Tresl, 33 anni, e suo marito hanno deciso di ripensare il loro futuro dopo l'arrivo della loro figlia nel 2020. Vivevano a New York City, una metropoli dove il costo della vita erode rapidamente i risparmi di una famiglia giovane. Secondo quanto riportato da CNBC e dal New York Post, hanno scelto una strada diversa: comprare una casa in Italia, in una zona remota dell'Abruzzo, per una cifra che in America non avrebbe comprato nemmeno una frazione di proprietà.
Il prezzo di acquisto — 13.100 dollari — è diventato una storia virale negli Stati Uniti, un'immagine di fuga dalla pressione economica americana. La coppia ha speso altri 17.100 dollari per restaurare la proprietà. Oggi vivono in una piccola città dove i costi giornalieri sono inferiori, le scuole sono accessibili e il ritmo della vita è radicalmente più lento di quello della costa orientale americana.
La notizia riflette una tendenza più ampia: giovani americani e europei che cercano di acquistare proprietà a basso costo nei borghi italiani in declino demografico. Ma per l'Abruzzo, la storia solleva una domanda più complessa: cosa significa quando gli stranieri arrivano con capitale per comprare case mentre i giovani locali continuano a partire.
CNBC ha citato direttamente Tresl: «Abbiamo trovato un modo di vivere diverso, e non riesco a immaginare di tornare negli Stati Uniti nei prossimi anni».
La notizia ha circolato rapidamente sui media americani durante l'ultima settimana di giugno. Il New York Post l'ha inquadrata come una famiglia che «rinuncia alla costosa New York City» per una «zona remota dell'Italia». Il racconto tocca un nervo scoperto negli Stati Uniti: il costo della proprietà, della sanità, dell'istruzione e della qualità della vita per le famiglie giovani.
Per l'Abruzzo, tuttavia, la storia è più sfumata. La regione ha perso popolazione costantemente negli ultimi decenni. Secondo i dati ufficiali, la popolazione abruzzese è scesa da 1,3 milioni di abitanti a poco meno di 1,27 milioni in un decennio. I giovani emigrano verso il Nord industriale, verso Roma, verso l'estero. I borghi montani dell'interno appennico si svuotano. Case intere rimangono abbandonate, eredità di famiglie che non tornano.
Quando stranieri con capitale acquistano proprietà a prezzi simbolici, il fenomeno è ambiguo. Da un lato, ogni acquisto immobiliare in un borgo abbandonato rappresenta una forma di rivitalizzazione: una casa restaurata, potenzialmente una famiglia che rimane, consumi locali, una presenza. Dall'altro, l'arrivo di acquirenti stranieri segnala che il mercato locale non ha più capacità di trattenere i propri abitanti.
L'Abruzzo ha una lunga storia di spopolamento accelerato. Dopo il terremoto di L'Aquila del 2009, la regione ha affrontato una doppia sfida: il trauma della ricostruzione e il continuo esodo dei giovani verso opportunità economiche altrove. I piccoli comuni dell'interno hanno visto scomparire negozi, scuole, servizi sanitari. Le infrastrutture si sono deteriorate. Il ciclo si è autoalimentato: meno giovani significa meno servizi, il che accelera ulteriormente la partenza.
Secondo Reuters e altre agenzie internazionali, il fenomeno degli acquirenti stranieri in borghi italiani abbandonati è diventato visibile negli ultimi anni. Piattaforme online hanno iniziato a pubblicizzare case a prezzi incredibilmente bassi in Calabria, Basilicata, Molise e Abruzzo. Alcuni comuni hanno lanciato iniziative ufficiali per attirare acquirenti stranieri, offrendo incentivi fiscali o case quasi regalate.
Il caso di Cassandra Tresl e suo marito è emblematico: sono venuti con denaro americano, hanno comprato una proprietà che nessun giovane abruzzese poteva o voleva acquistare, l'hanno restaurata, e ora vivono in quella che per loro è un'oasi di tranquillità e accessibilità economica. Per la comunità locale, rappresentano una forma di salvezza economica, ma anche una confessione di sconfitta: la loro terra non è più in grado di trattenerli.
CNBC ha sottolineato che la coppia ha scelto di crescere la figlia in Italia «dove la vita è più lenta, i costi giornaliari sono inferiori e crescere un figlio sembra più accessibile». Questo messaggio, ripetuto nei media americani, risuona come una critica implicita al modello di sviluppo americano. Ma per chi rimane in Abruzzo — gli anziani, gli agricoltori, gli artigiani — rappresenta anche un ricordo costante che il loro territorio non è più il centro della propria storia economica.
La regione Abruzzo rimane tuttavia una delle più ricche di patrimonio naturale in Italia. I Parchi Nazionali del Gran Sasso e della Maiella, il Parco della Laga, il Parco Regionale del Sirente-Velino offrono paesaggi selvaggi e conservazione della natura. Questi asset non sono stati sfruttati appieno dal turismo locale o dalla popolazione residente. Quando stranieri come Tresl arrivano, spesso scoprono questi paesaggi per la prima volta e ne diventano custodi involontari.
Il New York Post ha notato che la famiglia ha deciso di «ripensare il loro futuro» dopo la nascita della figlia. Questo è un pattern: le decisioni di migrazione sono spesso legate a transizioni di vita — matrimonio, figli, cambiamento di carriera. Per gli americani, l'Italia rappresenta una possibilità di reset economico. Per l'Abruzzo, ogni acquirente straniero è una piccola ammissione che i giovani locali non hanno avuto la stessa opportunità di scelta.
Le conseguenze pratiche rimangono ancora poco chiare. Se il fenomeno dell'acquisto straniero di proprietà abruzzesi dovesse accelerare, potrebbe portare a una forma di gentrificazione rurale: prezzi delle proprietà che salgono, trasformazione culturale dei borghi, perdita di identità locale. D'altra parte, potrebbe anche significare una stabilizzazione demografica, il ritorno di servizi, la riattivazione economica di aree completamente abbandonate.
Per ora, la storia di Cassandra Tresl rimane una singola testimonianza. Ma il fatto che sia diventata un'inchiesta di CNBC, una storia del New York Post, una narrazione virale negli Stati Uniti, suggerisce che il fenomeno è reale e crescente. L'Abruzzo, come molte regioni interne italiane, sta scoprendo che il suo valore economico principale — oggi — potrebbe non essere per i suoi abitanti, ma per chi arriva da fuori con il desiderio di una vita diversa e il capitale per realizzarla.
Filing from L'Aquila and the Apennine highlands.
