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Antonelli a Monza: 'cammina sull'acqua', primo italiano dal 1966

Partito 19°, il prodigio Mercedes vince il GP d'Italia e riapre il dibattito: talento generazionale o fandom diviso con la Ferrari?

Tobia Marenghi832 wordsEdition107lunedì 7 settembre 2026 — Edizione № 107

Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio d'Italia a Monza partendo dalla diciannovesima posizione in griglia, in una gara ricca di incidenti che la BBC ha definito una delle grandi prestazioni nella storia della Formula 1. Il pilota della Mercedes è il primo italiano a vincere in casa dal 1966, un'attesa di sessant'anni che il corrispondente della BBC ha raccontato con toni epici: «cammina sull'acqua».

La vittoria, arrivata domenica, ha quasi chiuso la corsa al titolo del compagno di squadra George Russell, che era partito in pole ma è stato superato e ha visto le sue speranze di campionato ridursi drasticamente. La BBC sottolinea come la prestazione di Antonelli, definita «destinata a entrare nella leggenda», sia stata costruita con una rimonta spettacolare in un fine settimana dominato dal caos.

Il contesto è reso ancora più denso dal dibattito che ha attraversato il paddock e le tribune: la BBC si è recata a Monza per chiedere se gli italiani vogliano davvero che Antonelli vinca il titolo o se il loro cuore resti alla Ferrari. La risposta, raccolta nel suo servizio, fotografa un paese diviso tra l'orgoglio per il nuovo talento e la fedeltà al Cavallino.

La vittoria di Antonelli a Monza non è solo un risultato sportivo: è un terremoto identitario per l'Italia del motorsport, un paese che da generazioni vive la Formula 1 attraverso i colori della Ferrari e che ora scopre un eroe in una tuta d'argento. La BBC, nel suo racconto della gara, ha descritto la rimonta del ventenne come una delle più grandi prestazioni mai viste, un giudizio pesante che colloca la gara di domenica nel pantheon delle imprese del circus.

Il dato storico è inequivocabile: dal 1966 nessun italiano aveva vinto il Gran Premio di casa. La BBC ricorda che l'ultimo fu Ludovico Scarfiotti, un'epoca in cui la Formula 1 era un altro mondo. Da allora, generazioni di tifosi hanno sognato un eroe nazionale, ma sempre e solo al volante di una rossa. Antonelli rompe questo schema: vince con la Mercedes, la squadra che per anni è stata la rivale storica della Ferrari.

Il servizio della BBC pubblicato sabato, alla vigilia della gara, aveva già fotografato il paradosso. Il titolo era esplicito: «Antonelli disrupts le regole del fandom nell'Italia della Ferrari». La giornalista si era recata a Monza per capire se i tifosi italiani volessero davvero vedere Antonelli campione del mondo o se il loro cuore battesse solo per il Cavallino. Le risposte raccolte tra le tribune raccontavano un paese in bilico.

C'è chi vede in Antonelli la rivincita di un'intera nazione, un talento capace di riportare l'Italia al centro del mondo della Formula 1 dopo anni di anonimato. C'è chi, invece, resta fedele alla Ferrari e fatica a immaginare un italiano campione del mondo con una macchina tedesca. La BBC ha raccontato questa tensione come un fenomeno culturale prima ancora che sportivo.

La gara di domenica ha però superato ogni aspettativa. Antonelli, partito diciannovesimo, ha rimontato gara dopo gara in un fine settimana segnato da incidenti e colpi di scena. La BBC ha parlato di una prestazione «mozzafiato» e ha sottolineato come il giovane pilota abbia gestito la pressione di Monza, il pubblico più esigente del calendario, con una freddezza da veterano.

Il rovescio della medaglia è la situazione in casa Mercedes. George Russell, partito in pole position, ha visto le sue speranze di titolo quasi svanire. La BBC è netta: «le speranze di titolo di Russell sono quasi una causa persa». La gerarchia interna alla Mercedes, che per tutta la stagione aveva visto Russell come il leader, ora deve fare i conti con un Antonelli che non solo vince, ma vince in casa, davanti al suo pubblico.

Il dibattito sul valore di Antonelli è esploso anche nei podcast specializzati. Nel programma della BBC The Chequered Flag, la giornalista Rebecca Clancy e il pilota britannico Alex Lynn hanno discusso se il giovane italiano sia un talento generazionale. La domanda non è retorica: dopo una vittoria come quella di Monza, il confronto con i grandi del passato diventa inevitabile.

La BBC ha valutato anche le prestazioni degli altri piloti, con il commentatore Harry Benjamin che ha distribuito i voti del Gran Premio. Oltre ad Antonelli, definito «straordinario», Benjamin ha elogiato Pierre Gasly per un fine settimana «superbo». Il pilota dell'Alpine, che sabato aveva conquistato una pole position a sorpresa, ha confermato le buone impressioni in gara.

La gara di Monza arriva in un momento particolare per la Formula 1 italiana. Il Gran Premio era stato dichiarato «a rischio calore» a causa dell'ondata di caldo che ha colpito il paese, un elemento che ha aggiunto difficoltà alla gestione delle gomme e della strategia. La BBC aveva dedicato un servizio a questo tema già giovedì, sottolineando le temperature estreme che hanno caratterizzato il fine settimana.

Per la Ferrari, il fine settimana di Monza si è chiuso con un'amarezza ulteriore. Lewis Hamilton ha ammesso che il campionato mondiale è ormai «praticamente irraggiungibile» dopo un pomeriggio difficile, culminato in uno scontro con il compagno di squadra Charles Leclerc. Il britannico ha anche messo in dubbio le scelte strategiche del team principal Fred Vasseur, in una dichiarazione che la BBC ha riportato integralmente.

Hamilton ha terminato sesto, un risultato lontano dalle aspettative di un circuito che la Ferrari considera sacro. Il pilota britannico, che a inizio settimana aveva definito il nuovo motore della squadra «un passo avanti ma non tutto ciò di cui abbiamo bisogno», ha visto confermati i suoi dubbi in pista. La BBC ha sottolineato come la Mercedes sia rimasta superiore nei rettilinei, il punto debole della rossa.

Il quadro che emerge dalla copertura internazionale del Gran Premio d'Italia è quello di una Formula 1 che cambia volto. Da un lato, l'emergere di un talento italiano che non guida una Ferrari; dall'altro, la crisi del Cavallino che non riesce a tornare competitivo nonostante gli investimenti. La BBC ha raccontato entrambe le storie, intrecciandole in un fine settimana che resterà nella memoria.

Per il mondo dello sport italiano, la vittoria di Antonelli rappresenta una svolta generazionale. Dopo anni in cui il motorsport italiano viveva di rendita sul passato, con l'ultimo titolo piloti italiano che manca dal 1953, il paese ha finalmente un campione da sognare. La BBC lo ha capito, dedicando al fenomeno servizi, podcast e analisi che vanno ben oltre il semplice racconto della gara.

Il prossimo appuntamento dirà molto sulle reali ambizioni di Antonelli. La BBC ha ricordato che il campionato è ancora aperto, anche se Russell è ora in grave difficoltà. Se Antonelli riuscirà a confermare il suo valore nelle prossime gare, il dibattito non sarà più se sia un talento generazionale, ma quanto lontano possa spingersi. E l'Italia, per la prima volta dopo decenni, potrà seguirlo senza dover scegliere tra il cuore e la ragione.

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