UMBRIA
Assisi affronta il caldo record: il turismo religioso in prova
L'ondata di calore mette sotto stress la città dei pellegrini. Alberghi e santuari si preparano a gestire visitatori in condizioni estreme mentre l'allerta rossa copre il paese
Niccolò Mariani966 wordsEdition №25mercoledì 24 giugno 2026 — Edizione № 25
Assisi si prepara ad affrontare una delle ondate di caldo più severe della sua storia recente. La città umbra, che accoglie centinaia di migliaia di pellegrini ogni anno, si trova nel mezzo di una crisi climatica che il Guardian descrive come 'debilitante'. L'Italia ha dichiarato un'allerta ondata di caldo rossa in 15 città, e il ministero della salute consiglia alle persone di stare al chiuso nelle ore più calde della giornata.
Le temperature previste dovrebbero intensificarsi ulteriormente nei prossimi giorni, secondo The Local Italy. Assisi, con le sue strade strette in pietra, i santuari affollati e la basilica di San Francesco che attrae visitatori da tutto il mondo, non è progettata per gestire decine di migliaia di persone in condizioni di caldo estremo.
La Francia registra il giorno più caldo di sempre, e il Guardian riferisce che quaranta persone sono annegate mentre cercavano sollievo dal caldo. Due bambini sono stati trovati morti in un'auto nel sud-est della Francia. Questi dati sottolineano il pericolo reale che il caldo estremo rappresenta, non solo per la salute generale ma anche per la capacità dei luoghi pubblici di proteggere i visitatori.
Assisi non è una città ordinaria. È uno dei tre maggiori centri di pellegrinaggio cristiano in Europa, insieme a Santiago di Compostela e Lourdes. La basilica di San Francesco attrae circa un milione di visitatori ogni anno. Durante l'estate, il flusso di pellegrini aumenta significativamente, con gruppi organizzati che arrivano da ogni continente per venerare le reliquie del santo e camminare nei luoghi dove visse.
La struttura fisica della città amplifica i rischi del caldo estremo. Le vie medievali sono strette e prive di ombra naturale. I santuari sono costruzioni antiche, spesso prive di sistemi di climatizzazione moderni. La basilica di San Francesco, con i suoi affreschi di Giotto, è un capolavoro architettonico ma non è equipaggiata per mantenere temperature sicure quando il mercurio esterno raggiunge i 40 gradi.
Gli albergatori di Assisi si trovano di fronte a un dilemma. Da un lato, l'estate è la stagione più redditizia dell'anno, quando i pellegrini e i turisti riempiono le stanze. Dall'altro, le strutture ricettive hanno una responsabilità verso la sicurezza dei loro ospiti. Molti hotel di Assisi sono piccoli, a conduzione familiare, con sistemi di raffreddamento insufficienti per affrontare temperature oltre i 40 gradi.
The Local Italy riferisce che il ministero della salute consiglia alle persone di stare al chiuso nelle ore più calde della giornata. Ma per un pellegrino che ha salvato per anni per fare il viaggio ad Assisi, stare al chiuso nella propria stanza d'hotel durante il giorno rappresenta una delusione amara. La maggior parte dei visitatori viene specificamente per visitare i santuari e camminare nei luoghi legati a San Francesco.
L'Umbria Jazz e il Festival dei Due Mondi di Spoleto sono già stati affrontati dalla redazione di La Veduta in precedenti dispacci. Assisi rappresenta un'altra dimensione del turismo regionale: quella religiosa. Mentre Spoleto attira pubblico colto interessato alla musica e al teatro, Assisi attrae pellegrini mossi dalla fede. Entrambi i flussi turistici sono vulnerabili al caldo estremo, ma per ragioni diverse.
Per i pellegrini, il caldo non è solo un disagio fisico. È anche una sfida spirituale. La tradizione cristiana associa il pellegrinaggio alla sofferenza e alla penitenza, ma c'è una differenza tra soffrire per la fede e soffrire per colpo di calore. Le autorità sanitarie temono che i visitatori anziani, che costituiscono una parte significativa dei pellegrini, possano collassare durante le visite ai santuari.
La Basilica di Santa Chiara, dove sono conservate le reliquie di Santa Chiara d'Assisi, è una chiesa francescana minore ma molto visitata. Come molte chiese antiche, ha finestre piccole e ventilazione limitata. Durante il giorno, quando il caldo raggiunge il picco, la temperatura all'interno può salire significativamente, creando condizioni pericolose per i visitatori.
Il Guardian documenta come la Francia ha cancellato eventi all'aperto e limitato il consumo di alcol durante l'ondata di caldo. Assisi dovrà considerare misure simili? Potrebbe significare limitare gli orari di visita ai santuari, organizzare visite guidate nelle ore più fresche della mattina o della sera, o persino scoraggiare i pellegrini dal venire durante i picchi di temperatura.
Ma scoraggiare i pellegrini significherebbe anche perdite economiche significative per la città. Assisi dipende dal turismo religioso per la sua economia. Gli alberghi, i ristoranti, i negozi di souvenir, le guide turistiche – tutti traggono il loro reddito dai visitatori. Un'estate in cui i pellegrini vengono scoraggiati dal venire rappresenterebbe una crisi economica oltre che sanitaria.
C'è anche una questione di equità. I pellegrini ricchi, quelli che possono permettersi di venire in periodi meno caldi o di soggiornare in hotel con climatizzazione di lusso, non saranno colpiti. Saranno i pellegrini più poveri, gli anziani che hanno salvato una vita per fare questo viaggio, i gruppi parrocchiali di paesi piccoli che viaggiano in autobus senza aria condizionata – loro soffriranno di più.
La crisi climatica non è astratta per Assisi. È una minaccia concreta alla capacità della città di continuare a svolgere la sua funzione storica di centro di pellegrinaggio. E mentre il mondo esterno guarda all'Italia come a una destinazione di bellezza e cultura, Assisi affronta una sfida che non può risolvere da sola.
The Local Italy avverte che questa ondata di caldo dovrebbe intensificarsi ulteriormente. Assisi, come il resto dell'Umbria e dell'Italia, non è preparata. Non è una questione di mancanza di volontà, ma di tempo e risorse. Le infrastrutture di una città medievale non possono essere rapidamente adattate per affrontare temperature che non si vedevano in generazioni.
Nei prossimi giorni, Assisi dovrà improvvisare. I santuari resteranno aperti, perché chiuderli significherebbe tradire la loro missione. Gli alberghi faranno del loro meglio con i loro sistemi di raffreddamento insufficienti. E i pellegrini continueranno ad arrivare, mossi dalla fede e dalla speranza, affrontando un caldo che nessuno, neppure loro, aveva previsto.
