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UMBRIA

Le donne scoprono l'Italia in sicurezza: il turismo al femminile arriva ad Assisi

Perillo Tours lancia itinerari esclusivi per sole donne. Cosa significa per i borghi umbri tra pellegrinaggio e ospitalità

Niccolò Mariani1,247 wordsEdition53mercoledì 22 luglio 2026 — Edizione № 53

Perillo Tours, la società di viaggio controllata da Barry Diller, ha annunciato il lancio di itinerari esclusivi riservati alle donne in Italia. Secondo Travel Weekly, l'operatore turistico statunitense risponde a una domanda crescente di esperienze di viaggio pensate per donne sole o in gruppo, in un mercato dove la sicurezza percepita e la comunità di viaggio rimangono fattori decisivi.

La mossa arriva mentre il turismo internazionale verso l'Italia continua a cercare nicchie di mercato al di là del flusso di massa. Per l'Umbria, e in particolare per Assisi, il fenomeno tocca una corda già vibratile: il pellegrinaggio femminile verso i santuari francescani ha radici medievali, e la città accoglie ogni anno migliaia di visitatrici che cercano sia spiritualità che paesaggio.

L'iniziativa di Perillo pone una domanda implicita ai borghi umbri: come si preparano a ospitare segmenti di viaggiatori con esigenze e preferenze specifiche, oltre al turismo di massa che già li satura?

Perillo Tours, società americana di viaggi specializzata in itinerari italiani e controllata dal magnate mediatico Barry Diller, ha lanciato una linea di tour esclusivi riservati alle donne. Travel Weekly riporta che l'agenzia risponde a una crescente domanda di esperienze di viaggio sicure e comunitarie, in un momento in cui il settore del turismo si sta riprendendo e cerca di differenziare l'offerta verso segmenti specifici di clientela.

L'agenzia ha sottolineato la resilienza del settore turistico, ricordando come l'acquisizione di Expedia da parte di Diller sia avvenuta poco prima dell'11 settembre 2001, un momento di contrazione seguita da una ripresa. Oggi, il turismo femminile rappresenta una porzione significativa del mercato internazionale, con preferenze che spaziano dalla sicurezza percepita alla qualità dell'ospitalità e alla possibilità di connessione con altre viaggiatrici.

Per l'Umbria, la notizia arriva in un contesto dove il turismo religioso e culturale rimane un pilastro economico, ma dove la concentrazione di visitatori nelle stagioni alte crea tensioni infrastrutturali e ambientali. Assisi, in particolare, rimane una destinazione centrale per il turismo femminile internazionale, grazie al suo legame con il francescanesimo e alla figura di Santa Chiara.

La tradizione del pellegrinaggio femminile ad Assisi ha radici profonde. Le donne hanno cercato il santuario di Santa Chiara e la Basilica di San Francesco per secoli, e il flusso contemporaneo di visitatrici non è diverso, sebbene oggi sia mediato da agenzie di viaggio, piattaforme di prenotazione e aspettative di comodità che i pellegrini medievali non conoscevano.

Un tour femminile organizzato da Perillo potrebbe includere soggiorni ad Assisi, visite ai conventi francescani, escursioni nei paesaggi collinari intorno a Perugia e Spoleto, e momenti di riflessione spirituale. Ma cosa distinguerebbe un tale itinerario da quelli già offerti da centinaia di operatori locali e internazionali? Travel Weekly non entra nel dettaglio dei contenuti specifici, ma suggerisce che la differenza risieda nella curatela, nella sicurezza percepita, e nella comunità di viaggiatrici che condividono l'esperienza.

Per i borghi umbri, la sfida è duplice. Da un lato, un segmento di turismo femminile consapevole e con potere d'acquisto rappresenta un'opportunità di diversificazione economica, soprattutto se distribuisce i flussi stagionali e riduce la concentrazione nei mesi estivi. Dall'altro, l'arrivo di operatori internazionali strutturati pone la questione di quanto valore rimanga nelle comunità locali, e se la crescita dei tour organizzati internazionali sottragga spazi ai piccoli albergatori e alle guide locali.

Assisi già accoglie circa un milione di visitatori all'anno, secondo stime riportate dalla stampa internazionale. La maggior parte arriva tra maggio e settembre, creando picchi di congestione che mettono a prova le infrastrutture storiche della città. Un tour femminile organizzato da un'agenzia americana potrebbe aggiungere pressione a questo flusso, oppure, se calibrato per le stagioni intermedie, potrebbe contribuire a una distribuzione più equilibrata.

Travel Weekly non fornisce date di lancio o itinerari specifici, ma il segnale che Perillo invia è chiaro: l'Italia, e in particolare i suoi centri storici e religiosi, rimane una destinazione di elezione per il turismo internazionale che cerca esperienze significative, non solo spiagge e musei. Per l'Umbria, questo significa che la competizione per attirare visitatori internazionali si gioca sempre più sulla qualità della narrazione, sulla sicurezza percepita, e sulla capacità di offrire comunità di viaggio, non solo siti.

La resilienza che Diller evoca — quella del settore turistico dopo il 2001 — è anche una lezione per i borghi umbri. Il turismo internazionale continua a cercare autenticità, spiritualità e paesaggio, ma lo fa sempre più attraverso intermediari strutturati, agenzie globali, e piattaforme che mediano l'incontro tra viaggiatore e luogo. I piccoli operatori locali che rimangono fedeli al turismo spontaneo e alle relazioni dirette rischiano di essere marginalizzati, a meno che non trovino un modo di entrare in queste reti globali senza perdere la loro specificità.

Assisi e l'Umbria hanno una carta da giocare: la loro storia francescana, la loro bellezza paesaggistica, e la loro capacità di ospitare riflessione e comunità. Ma dovranno farlo consapevolmente, senza subire passivamente i flussi che le agenzie internazionali determinano, e trovando un equilibrio tra accoglienza e preservazione.

Filing from Perugia, inland Italy.

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