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SPORT

Melbourne si allarga: 700 posti e più ombra per il 2027

Il nuovo amministratore delegato di Tennis Australia, Andrew Abdo, respinge l'etichetta di outsider e annuncia l'ampliamento dei campi esterni.

Tobia Marenghi555 wordsEdition №139venerdì 9 ottobre 2026 — Edizione № 139

L'Australian Open cambierà volto nel 2027. Il Guardian riferisce che il torneo aggiungerà circa 700 posti e punterà su più ombra per i campi esterni, con un'attenzione dichiarata al comfort degli spettatori oltre che alla crescita.

L'annuncio è arrivato da Andrew Abdo, nuovo amministratore delegato di Tennis Australia, che ha respinto l'etichetta di outsider riservatagli dai critici. L'evento di lancio è stato però rovinato da un lapsus: l'ex CEO della NRL ha chiamato il numero uno al mondo 'Jacob' Sinner.

Per la redazione Sport de La Veduta la notizia si legge come una questione di modello, non di tifo: il primo Slam dell'anno investe sulla capienza e sulla protezione dal sole, due voci che pesano sempre di più nel calendario internazionale.

Il dettaglio sul nome sbagliato, riportato dal Guardian, dice anche quanto il tennis italiano sia ormai materiale corrente per la stampa anglosassone: lo si cita perfino in un annuncio che non lo riguarda.

Il Guardian colloca la scelta dentro una tendenza precisa: i grandi tornei non competono più solo sui montepremi, ma sull'esperienza di chi sta sugli spalti per ore sotto il sole australiano di gennaio.

L'ombra, in particolare, non è un abbellimento. È la risposta a un problema che il calendario estivo dell'emisfero sud pone da anni, e che riguarda la sicurezza e la permanenza del pubblico nei campi secondari, quelli dove si costruiscono le storie del torneo.

La crescita di capienza ha una conseguenza diretta anche per il pubblico italiano. Più posti sui campi esterni significano più occasioni di vedere dal vivo i giocatori che non occupano i campi principali, e Melbourne è da tempo una delle tappe più seguite dagli spettatori europei.

Sul piano organizzativo, Abdo arriva da un altro sport: ha guidato la NRL, il campionato di rugby a tredici, e la sua nomina era stata accolta con scetticismo da parte della stampa specializzata. La sua risposta, secondo il Guardian, è stata rivendicare il proprio percorso.

Il lapsus sul nome di Sinner è il tipo di dettaglio che la stampa britannica ama riportare, e che qui vale come indicatore: il tennis italiano è entrato nel vocabolario comune di chi organizza il primo Slam della stagione.

Per il movimento azzurro la notizia ha un valore pratico. Un torneo più capiente e più confortevole significa una vetrina più ampia a gennaio, il mese in cui tradizionalmente si misura lo stato di forma dei giocatori italiani dopo la pausa invernale.

Resta il nodo che il Guardian non scioglie: se l'ampliamento sarà completato per l'edizione 2027 o distribuito su più anni. Il dispaccio parla di un obiettivo, non di un cantiere concluso, e su questo la redazione si attiene a quanto riferito.

Il confronto con gli altri Slam è implicito nella scelta. Wimbledon ha da tempo un problema di capienza, il Roland Garros ha ampliato i suoi impianti negli ultimi anni, e gli US Open hanno investito sulla copertura dei campi: Melbourne si muove nella stessa direzione.

Per la redazione Sport de La Veduta la storia si segue così: come la raccontano le testate straniere, senza aggiungere cifre che il Guardian non pubblica e senza anticipare decisioni che appartengono a Tennis Australia.

L'appuntamento è a gennaio. Sarà allora che si capirà quanto dei 700 posti annunciati sarà realtà e quanto il nuovo corso di Abdo avrà cambiato l'esperienza di chi entra a Melbourne Park.

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