The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
Back to the edition

ECONOMIA

L'auto elettrica cinese conquista l'Italia mentre Bruxelles riesamina i dazi

Le vendite di veicoli cinesi toccano un massimo storico in Europa: l'Italia tra i mercati più dinamici.

Ufficio Economia523 wordsEdition82giovedì 13 agosto 2026 — Edizione № 82

Le vendite di automobili elettriche prodotte in Cina hanno raggiunto un massimo storico in Europa, e l'Italia figura tra i mercati che hanno contribuito di più alla crescita. Lo riferisce il Guardian, che cita dati di settore secondo cui le importazioni di veicoli elettrici cinesi rappresentano ora il 14% del mercato europeo complessivo. La notizia arriva in un momento in cui la Commissione europea sta riesaminando l'efficacia dei dazi compensativi introdotti per proteggere i costruttori del continente.

Cosa significa quel 14%? Significa che quasi uno su sette veicoli elettrici venduti in Europa proviene da stabilimenti cinesi — una quota che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata inverosimile. Per l'Italia, paese con una tradizione manifatturiera nell'automotive concentrata soprattutto nel Nord-Ovest, la penetrazione di marchi stranieri a basso costo nel segmento elettrico pone interrogativi sulla capacità di riconversione della filiera locale.

Il Guardian segnala che la crescita è stata alimentata da due fattori distinti: la domanda sostenuta da parte di acquirenti sensibili al prezzo e, nel caso del Regno Unito, dazi più bassi rispetto a quelli applicati nell'Unione europea. In Italia, dove i dazi UE sono in vigore, l'aumento delle vendite suggerisce che il differenziale di prezzo rispetto ai concorrenti europei rimane comunque sufficiente ad attrarre una quota crescente di consumatori.

Sul fronte macroeconomico, il quadro italiano resta fragile. La crescita del PIL si è fermata allo 0,54% nel 2025, un ritmo che lascia poco margine per assorbire shock settoriali. L'inflazione all'1,53% è scesa ben al di sotto del target BCE del 2%, il che riduce la pressione sui salari reali ma segnala anche una domanda interna ancora compressa. In questo contesto, la scelta dei consumatori di orientarsi verso veicoli più economici — anche se di origine cinese — è coerente con un potere d'acquisto sotto pressione.

Il tasso di disoccupazione al 6,39% è il più basso registrato in Italia da molti anni, ma nasconde una struttura del mercato del lavoro in cui il lavoro precario e part-time involontario restano diffusi, soprattutto tra i giovani e nel Mezzogiorno. Una filiera automotive in difficoltà potrebbe tradursi rapidamente in nuove pressioni occupazionali nelle aree già più vulnerabili.

Sul mercato valutario, l'euro si è rafforzato rispetto al dollaro: il cambio EUR/USD è salito da 1,1405 del 14 luglio a 1,1545 del 12 agosto, un movimento di circa 140 punti base in un mese. Un euro più forte rende le importazioni — inclusi i veicoli cinesi pagati in yuan o in dollari — relativamente meno costose per i consumatori europei, il che potrebbe ulteriormente favorire la penetrazione dei marchi asiatici nel breve periodo.

La questione dei dazi è ora al centro del dibattito a Bruxelles. Se le misure compensative non riescono a frenare la quota di mercato cinese nemmeno al 14%, il Guardian lascia intendere che le istituzioni europee si trovino di fronte a una scelta difficile: inasprire ulteriormente le barriere commerciali, con il rischio di ritorsioni su altri settori dell'export italiano ed europeo, oppure accettare una ristrutturazione profonda del comparto e accompagnarla con politiche industriali attive. Per l'Italia, che esporta moda, macchinari e agroalimentare verso la Cina, la posta in gioco va ben oltre il mercato dell'auto.

Share
L'auto elettrica cinese conquista l'Italia mentre Bruxelles riesamina i dazi — La Veduta