FRIULI-VENEZIA GIULIA
I Balcani verso l'Ue, Trieste osserva dalla porta
Al vertice di Tivat, i leader europei discutono l'allargamento. Per il Friuli-Venezia Giulia, è una questione di confini e commerci.
Sergio Madrussan1,247 wordsEdition №9lunedì 8 giugno 2026 — Edizione № 9
I leader dell'Unione europea e dei Balcani si sono riuniti venerdì a Tivat, in Montenegro, per discutere l'espansione del blocco verso la regione, considerata cruciale per contrastare le minacce poste da Russia e Cina. Secondo l'Associated Press, il vertice Ue-Balcani occidentali rappresenta un'accelerazione della strategia europea di sicurezza e integrazione economica, in un momento in cui la geopolitica del continente si ridisegna.
Per il Friuli-Venezia Giulia, regione di confine che guarda verso la Slovenia, la Croazia e il resto dei Balcani, l'allargamento non è una questione astratta. Il porto di Trieste, già gateway logistico verso l'Europa centrale, potrebbe consolidare il suo ruolo se i paesi balcanici entrassero pienamente nell'orbita economica dell'Ue.
L'allargamento comporta però complessità. La Slovenia, già membro dell'Ue, funge da ponte verso i Balcani, ma anche da cuscinetto rispetto alle tensioni regionali. La Croazia, anch'essa membro, ha già sperimentato le sfide dell'integrazione. Per Trieste e la regione, significa opportunità di traffico e investimenti, ma anche pressioni migratorie e competizione logistica da gestire con attenzione.
