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VALLE D'AOSTA

I bambini ucraini delle Alpi che non vogliono tornare a casa

Il Guardian racconta i minori evacuati nel 2022 e ospitati nelle valli alpine: Kyiv li rivuole indietro, molti resistono

Camille Bréan950 wordsEdition №118giovedì 17 settembre 2026 — Edizione № 118

Quando è arrivato nella sua nuova casa in un piccolo villaggio delle Alpi italiane, nel marzo 2022, il quindicenne Denys ha detto di essersi sentito nostalgico e confuso. Era stato messo su un autobus notturno e trasferito lontano, racconta il Guardian in un reportage pubblicato mercoledì 16 settembre.

Il quotidiano britannico riferisce che migliaia di bambini ucraini in affidamento statale furono evacuati all'inizio dell'invasione russa e che oggi Kyiv ne chiede il rientro. Molti di loro, però, resistono: «Il mio futuro è nell'UE», è la frase che dà il titolo al pezzo.

La storia è quella di minori che hanno passato più di quattro anni lontano dal proprio paese, inseriti in famiglie e comunità di accoglienza, e che ora si trovano davanti a una scelta imposta dall'alto. Il Guardian non nomina singole località italiane oltre al riferimento generico alle Alpi.

Per una regione come la Valle d'Aosta, che conta circa 123.000 abitanti, l'accoglienza di questi ragazzi è un capitolo poco visibile ma reale della lunga emergenza ucraina. Il caso solleva domande che riguardano tutta l'Europa: chi decide del destino di un minore evacuato, e con quale peso si contano i suoi desideri.

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