VENETO
I bambini ucraini delle Alpi che non vogliono tornare a casa
Il Guardian racconta i minori evacuati nel 2022 e ospitati anche in Veneto: Kyiv li richiama, molti resistono
Tommaso Veronese690 wordsEdition №118giovedì 17 settembre 2026 — Edizione № 118
Quando è arrivato nella sua nuova casa in un piccolo villaggio delle Alpi italiane, nel marzo 2022, il quindicenne Denys ha detto di essersi sentito nostalgico e confuso. Era stato messo su un autobus notturno e trasferito altrove. Il Guardian, in un reportage pubblicato mercoledì, racconta la sua storia e quella di altri minori ucraini in affidamento statale, evacuati dopo l'invasione russa e oggi al centro di una contesa tra Kyiv e i paesi che li ospitano.
Secondo il quotidiano britannico, migliaia di questi bambini sono stati portati fuori dall'Ucraina nei primi mesi della guerra. Ora Kyiv li vuole indietro, ma molti resistono: il titolo del reportage, "Il mio futuro è nell'UE", riassume la posizione di chi vede nel ritorno una perdita di prospettiva.
Il Guardian non indica quanti di questi minori si trovino in Veneto o sulle Dolomiti, e non è possibile stabilirlo dalle fonti internazionali disponibili. Il quadro che emerge è però quello di un'accoglienza diffusa nelle regioni alpine e nord-orientali, dove villaggi piccoli hanno assorbito nuclei di sfollati senza strutture dedicate.
La questione tocca un nodo giuridico e umanitario insieme: da un lato il diritto di Kyiv a riprendere i propri minori, dall'altro la stabilità che questi ragazzi hanno costruito in due anni e mezzo di scuola, lingua e affidamento.
