FRIULI-VENEZIA GIULIA
Bardella in Italia, il tour europeo naufraga su immigrazione e Ucraina
Il presidente del Rassemblement National lascia Roma senza incontri di governo
Sergio Madrussan631 wordsEdition №107lunedì 7 settembre 2026 — Edizione № 107
Il tour europeo del presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, si è chiuso in un fiasco, secondo quanto riferisce Le Monde. Le visite nel Regno Unito e in Italia, programmate per venerdì e sabato con l'intento di migliorare l'immagine del partito sulla scena europea, si sono trasformate in una serie di controversie su immigrazione e Ucraina.
Il quotidiano francese descrive un viaggio che avrebbe dovuto proiettare Bardella come statista europeo, ma che ha invece riproposto le fratture interne alla destra radicale del continente. Le divergenze con gli interlocutori italiani e britannici sui temi migratori e sull'atteggiamento verso Mosca hanno dominato l'agenda.
La tappa italiana assume un rilievo particolare: è il primo paese dell'UE ad avere un governo di destra guidato da Giorgia Meloni, spesso indicata come modello da forze politiche simili in Europa.
Secondo la ricostruzione di Le Monde, il viaggio aveva un obiettivo dichiarato: presentare Bardella come un interlocutore credibile per i governi conservatori europei, in vista delle prossime scadenze elettorali in Francia. Le tappe di Londra e Roma dovevano servire a consolidare una rete di alleanze che il Rassemblement National cerca da anni, dopo l'isolamento seguito alle posizioni filorusse del passato.
Il risultato, scrive il quotidiano parigino, è stato l'opposto. A Roma, come già a Londra, le dichiarazioni di Bardella su una presunta invasione migratoria e le sue riserve sul sostegno militare a Kiev hanno incontrato un muro di diffidenza. I partiti italiani con cui il leader francese sperava di tessere relazioni hanno preso le distanze, rendendo evidente la fragilità della sua strategia europea.
A rendere più spinosa la visita italiana è stato il contesto politico locale. La premier Meloni ha costruito la sua credibilità internazionale proprio su una linea atlantista e di sostegno all'Ucraina. Una posizione che mal si concilia con le aperture storiche del Rassemblement National verso Mosca.
Le Monde nota anche un paradosso: mentre Bardella cerca legittimazione in Italia, la destra italiana si sta muovendo nella direzione opposta. Un contesto che rende ancora più complesso per il leader francese trovare un punto d'appoggio stabile.
Il quotidiano francese ricorda che la visita doveva essere un'occasione per riabilitare l'immagine del partito dopo anni di isolamento. Invece, le dichiarazioni rilasciate durante il viaggio hanno riacceso le polemiche interne all'UE, con i partner europei che guardano con preoccupazione alle posizioni del Rassemblement National su due dei temi più delicati dell'agenda continentale.
Le Monde conclude che il tour europeo di Bardella potrebbe avere conseguenze durature per le ambizioni del leader francese. Il fallimento della missione di legittimazione rischia di rafforzare chi, all'interno del Rassemblement National, ritiene che l'alleanza con le destre al governo in Italia sia meno solida di quanto si credesse.
La stampa internazionale ha colto il paradosso di una destra europea che si dice unita ma che, sui temi concreti, mostra divisioni profonde. La questione ucraina, in particolare, resta un discrimine: chi governa deve fare i conti con le sanzioni e il sostegno militare, chi è all'opposizione può permettersi toni più morbidi verso Mosca.
La visita di Bardella ha anche riacceso il dibattito sulle alleanze in vista delle elezioni europee del 2029. I partiti di destra radicale cercano da tempo di costruire un gruppo parlamentare più coeso a Bruxelles, ma le divergenze su immigrazione e Ucraina continuano a rappresentare un ostacolo difficile da superare.
Secondo quanto riferisce la stampa estera, il governo italiano non ha concesso a Bardella incontri ufficiali di alto livello, un segnale chiaro della volontà di non legarsi troppo a un leader considerato instabile. Una prudenza che riflette la cautela con cui Meloni gestisce i suoi rapporti europei, bilanciando le esigenze domestiche con la credibilità internazionale.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di ridefinizione degli equilibri politici europei, dove le destre radicali cercano di uscire dall'angolo ma faticano a trovare una sintesi comune.
