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BASILICATA

Classi con meno stranieri: cosa cambia nelle scuole lucane

Il governo approva il tetto agli studenti non italofoni e il divieto di burqa e niqab a scuola. Le opposizioni parlano di strumento elettorale

Pietro Lasorsa559 wordsEdition №126venerdì 25 settembre 2026 — Edizione № 126

I ministri italiani hanno approvato un pacchetto che limita il numero di studenti stranieri in ogni classe e vieta burqa e niqab nelle scuole, secondo quanto riporta la BBC. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha descritto le misure come "strumenti di buon senso che non dividono ma aiutano davvero a integrarsi".

Il New York Times riferisce che l'obiettivo dichiarato è integrare meglio i bambini non italofoni, ma che i critici accusano il governo di voler placare il sentimento anti-immigrazione. The Local Italy, che segue il dibattito dall'Italia, si chiede cosa stia realmente guidando la stretta.

In Basilicata la questione si presenta con numeri diversi rispetto alle grandi città. La regione ha poco più di 537.000 abitanti e una presenza straniera storicamente contenuta, concentrata in alcune aree agricole e nei capoluoghi.

La misura nazionale tocca però anche le scuole lucane, dove le classi con più di un alunno non italofono sono rare. Il punto non è il numero, ma il principio: un tetto per legge cambia il modo in cui le scuole gestiscono l'accoglienza.

Le Monde, in un reportage da Monza, descrive un'"atmosfera di razzismo sfrenato" in una delle città più tranquille d'Italia, alimentata dalla retorica identitaria del governo. La Basilicata non è Monza, ma il clima politico nazionale arriva anche nelle province.

Il dibattito sulle scuole si intreccia con un tema che la Basilicata conosce bene: lo spopolamento. Le scuole di molti comuni dell'interno chiudono per mancanza di alunni, non per eccesso di studenti stranieri.

Secondo The Local Italy, la stretta arriva mentre l'Italia discute da anni di come integrare i figli di immigrati nati o cresciuti nel Paese. Le misure approvate riguardano anche chi è nato in Italia ma non ha cittadinanza.

La BBC cita la Meloni sul carattere "di buon senso" delle misure. Le opposizioni, riferisce il New York Times, parlano invece di una mossa politica in vista di un ciclo elettorale.

Per le scuole lucane il nodo è pratico: come si contano gli studenti non italofoni, e cosa succede a chi arriva a metà anno. Le linee guida attuative non sono ancora note.

La Basilicata ha una lunga storia di emigrazione e di ritorni. Molti comuni dell'interno hanno visto partire intere generazioni, e oggi cercano di attrarre nuovi residenti, anche stranieri.

Il tetto agli studenti stranieri rischia di entrare in tensione con le politiche di ripopolamento che diverse amministrazioni locali portano avanti, anche con fondi europei di coesione.

The Local Italy ricorda che l'Italia ha già una legislazione che fissa limiti alla presenza di alunni stranieri per classe, ma finora applicata con flessibilità. Il cambiamento è nel tono e nella rigidità.

La Francia, riferisce France 24, discute intanto dello scisma con la Fraternità San Pio X, mentre Papa Leone XIV si prepara a visitare il Paese. Il tema dell'identità religiosa e culturale attraversa tutta l'Europa.

In Basilicata le comunità straniere più numerose provengono da Albania, Romania e Marocco, secondo dati generali. Sono presenze stabili, spesso legate al lavoro agricolo e all'assistenza agli anziani.

Il dibattito nazionale sulle scuole arriva in un momento in cui la regione cerca di trattenere i giovani e di attrarre nuovi residenti. Le due cose, per ora, non si parlano.

Cosa succederà nelle classi lucane dipenderà dalle circolari attuative e dalla capacità delle scuole di interpretarle. Per ora, le misure sono state approvate dal Consiglio dei ministri, come riporta la BBC.

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