ECONOMIA
Venezia, il Padiglione Usa cerca fondi per riportare le opere a casa
Il New York Times riferisce di un deficit di un milione di dollari per il rientro delle sculture dalla Biennale. La parte invisibile della rassegna.
Eleonora Vanzetti610 wordsEdition №168domenica 1 novembre 2026 — Edizione № 168
Il Padiglione degli Stati Uniti alla Biennale di Venezia ha bisogno di donazioni urgenti per rispedire in patria le opere esposte in Italia. Lo riferisce il New York Times, secondo cui il gruppo senza scopo di lucro che lo amministra deve coprire un deficit di un milione di dollari.
È una notizia concreta e poco glamour, che però tocca il modo in cui funzionano le grandi esposizioni: nessun biglietto paga il viaggio di ritorno di una scultura. Secondo il quotidiano americano, la commissaria del padiglione ha reso pubblico l'appello proprio per questo.
La Biennale riunisce decine di partecipazioni nazionali, ciascuna con un bilancio, sponsor e obblighi di rientro propri. Il caso americano porta alla luce quella parte della rassegna che precede l'inaugurazione e segue la chiusura, e che il pubblico non vede mai.
Venezia, città d'acqua e di magazzini stretti, è il luogo in cui questa logistica diventa più visibile e più cara.
