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CULTURA

Biennale di Venezia nel caos: oltre cento artisti minacciano azioni legali

La giuria abolita e il voto dei visitatori dividono i partecipanti. La neutralità culturale dell'evento entra in crisi.

Eleonora Vanzetti1,420 wordsEdition10martedì 9 giugno 2026 — Edizione № 10

La Biennale di Venezia 2026 affronta la sua edizione più contesa in anni recenti. Secondo The Art Newspaper, più di cento artisti provenienti dalla mostra In Minor Keys e da vari padiglioni nazionali hanno minacciato azioni legali contro gli organizzatori, accusandoli di ignorare ripetute richieste di rimozione dai premi votati dai visitatori. La dichiarazione, pubblicata il 3 giugno sulla piattaforma e-flux, sottolinea il fallimento della Biennale nel rispondere alle preoccupazioni degli artisti.

La decisione di abolire la giuria tradizionale e affidare il voto ai visitatori ha generato dissenso diffuso. L'AP News riferisce che dozzine di artisti hanno minacciato azioni legali se i loro nomi non fossero rimossi dal ballottaggio per il miglior padiglione nazionale e i migliori partecipanti complessivi. La mossa rappresenta una rottura significativa con il protocollo storico della manifestazione, che per decenni ha affidato i premi ai Leoni d'Oro assegnati da giurie specializzate.

Il caos si intreccia con tensioni geopolitiche già presenti. Newser documenta come attivisti di Pussy Riot e FEMEN hanno protestato davanti al padiglione russo, in risposta al ritorno della Russia alla Biennale dopo la sua assenza seguita all'invasione dell'Ucraina nel 2022. Queste proteste hanno trasformato lo spazio espositivo in un campo di battaglia ideologico, complicando ulteriormente la gestione dell'evento.

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