CULTURA
Oltre cento artisti sfidano Venezia: il voto pubblico divide la Biennale
La mostra contemporanea più contestata degli ultimi anni: artisti minacciano azioni legali contro il sistema di votazione dei visitatori
Eleonora Vanzetti1,547 wordsEdition №11mercoledì 10 giugno 2026 — Edizione № 11
La Biennale di Venezia 2026 si è trasformata nel più caotico e contestato evento artistico contemporaneo degli ultimi anni. Secondo l'Associated Press e The New York Times, oltre cento artisti partecipanti alla mostra hanno minacciato azioni legali contro gli organizzatori per il rifiuto di rimuovere i loro nomi dalla votazione pubblica destinata a eleggere i migliori artisti e padiglioni nazionali. Questa edizione ha abolito il tradizionale giury di esperti che assegnava i prestigiosi Leoni d'Oro, affidando invece la decisione ai visitatori.
Il conflitto è esploso quando gli artisti hanno presentato ripetute richieste di esclusione dal voto popolare, secondo quanto riportato da The Art Newspaper il 3 giugno. La dichiarazione congiunta, pubblicata sulla piattaforma e-flux, ha coinvolto partecipanti della mostra *In Minor Keys* e di vari padiglioni nazionali, tutti delusi dall'inerzia dell'istituzione veneziana di fronte alle loro obiezioni.
Parallelamente, il padiglione russo è diventato epicentro di proteste politiche. Attivisti di Pussy Riot e FEMEN hanno manifestato davanti alla struttura russa, come documentato da Newser, ricordando l'assenza della Russia dalla Biennale nel 2022 e 2023 a seguito dell'invasione dell'Ucraina. La riapertura del padiglione ha riacceso tensioni che gli organizzatori speravano di contenere.
