OPINION
Venezia, la Biennale e il peso di una decisione che non è più solo artistica
La Redazione223 wordsEdition №15domenica 14 giugno 2026 — Edizione № 15
Euronews ha riferito che la Commissione europea ha richiesto ulteriori chiarimenti alla Fondazione della Biennale di Venezia sulla partecipazione russa, concedendo 30 giorni per rispondere. Non è una censura, almeno non ancora. È una domanda. Ma una domanda posta da Bruxelles a una istituzione culturale italiana è già un segnale: il confine tra arte e geopolitica, in Europa, non esiste più.
La Biennale di Venezia è una delle più antiche manifestazioni d'arte contemporanea del mondo. La sua storia è intrecciata con quella dell'apertura, del dialogo, della capacità di ospitare senza giudicare. Eppure, dal 2022 in poi, il contesto è cambiato. Una guerra in Europa ha reso impossibile fingere neutralità. La Commissione europea non sta dicendo che la Russia non debba partecipare. Sta dicendo che le ragioni di quella partecipazione devono essere spiegate, giustificate, rese coerenti con i valori dell'Unione.
Quello che il mondo esterno non sempre comprende è che Venezia non appartiene solo all'Italia. È un patrimonio europeo, una città che vive di turismo e di reputazione. La decisione della Biennale di accogliere o escludere una nazione non è una scelta privata di un'istituzione culturale. È una scelta pubblica che riflette il posizionamento dell'Europa. Per questo Bruxelles interviene. Non per controllare l'arte, ma per garantire che le istituzioni europee parlino un linguaggio coerente. La Biennale avrà 30 giorni per spiegare come intende farlo.
