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CULTURA

La Biennale di Venezia paga il prezzo dei corpi vivi sul palco

I padiglioni più discussi dell'edizione 2026 puntano sul teatro, ma la carne costa

Eleonora Vanzetti620 wordsEdition92domenica 23 agosto 2026 — Edizione № 92

La Biennale di Venezia, l'evento artistico più atteso dell'anno, ha trasformato alcuni dei suoi padiglioni più discussi in palcoscenici di teatro dal vivo. Secondo il New York Times, lavorare con corpi vivi — attori, performer, danzatori — comporta sfide aggiuntive che vanno oltre la semplice messa in scena: costi, assicurazioni, prove infinite, e la fragilità di un'arte che non può essere replicata.

L'edizione 2026, che ha aperto i battenti a maggio e proseguirà fino a novembre, ha visto un numero crescente di artisti abbandonare l'installazione statica per abbracciare la performance. La scelta, però, ha un prezzo: i budget dei padiglioni nazionali sono sottoposti a una pressione senza precedenti, e la logistica di mantenere in vita uno spettacolo per mesi interi è diventata una questione centrale per curatori e produttori.

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