OPINION
Il villaggio sardo dove la longevità ha un genere
La Redazione383 wordsEdition №139venerdì 9 ottobre 2026 — Edizione № 139
Il Guardian dedica un lungo articolo a Bolotana, villaggio di montagna della Sardegna, dove secondo uno studio il 13 per cento delle donne che raggiungono i settant'anni arriverà al secolo di vita. Il paese si trova a una settantina di miglia dalla zona blu originaria dell'isola, e i ricercatori lo propongono come una nuova zona blu. La conclusione del giornale britannico è affidata a una battuta che è anche una constatazione: il segreto della longevità è essere una donna, in particolare una donna in una certa parte della Sardegna.
La notizia è gradevole, e il mondo la racconta volentieri: l'Italia come paese dove si vive bene e a lungo, il Mediterraneo come ricetta, la montagna sarda come serbatoio di anni. È una delle immagini più persistenti e più benevole che la stampa estera ci concede. Ma vale la pena leggere lo studio per quello che dice davvero. Se la longevità estrema riguarda soprattutto le donne, allora non stiamo parlando soltanto di cibo, aria buona e camminate: stiamo parlando di chi, in quelle comunità, ha storicamente lavorato, resistito e sopravvissuto agli altri. La longevità femminile è anche il risultato di una selezione, non solo di un privilegio.
C'è una seconda osservazione che la copertura internazionale lascia sullo sfondo. Le zone blu sono, per definizione, luoghi che invecchiano mentre si svuotano. Bolotana è un piccolo centro di montagna, in una delle regioni italiane dove la natalità è tra le più basse e l'emigrazione dei giovani tra le più costanti. Celebrare i centenari senza nominare i nipoti che non ci sono è un modo cortese di guardare il paese. Il Guardian fa il suo lavoro, che è raccontare una scoperta scientifica; a noi interessa notare che quella scoperta brilla su uno sfondo demografico che il resto della copertura descrive in termini molto meno lieti.
Resta un'immagine che vale la pena conservare. Un paese di montagna dove le donne arrivano a cent'anni è, insieme, una buona notizia e un promemoria. Dice che certe comunità italiane hanno saputo costruire, nei secoli, una qualità della vita che le statistiche nazionali non misurano. Dice anche che quella qualità è fragile, affidata a persone anziane in luoghi che perdono abitanti. Il mondo ci ammira per questo, e ha ragione. Noi aggiungiamo soltanto che l'ammirazione, se non diventa cura, resta un complimento.
