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TRENTINO-ALTO ADIGE

Bolotana, il villaggio sardo dove le donne arrivano a cent'anni

Il Guardian racconta lo studio sui centenari di un paese di montagna: il 13 per cento delle donne che compiono 70 anni raggiunge il secolo

Klara Hofer790 wordsEdition №138giovedì 8 ottobre 2026 — Edizione № 138

Il Guardian dedica un servizio a Bolotana, villaggio di montagna della Sardegna, dove secondo uno studio il 13 per cento delle donne che raggiungono i 70 anni arriverà a compiere cent'anni. Il paese si trova a circa 70 miglia dalla zona blu originaria dell'isola, l'area che la ricerca internazionale ha identificato come una delle regioni di longevità eccezionale nel mondo.

Il quotidiano britannico formula la conclusione in modo diretto: il segreto della longevità è essere una donna, e in particolare una donna in una parte della Sardegna. È una sintesi che sposta l'attenzione dal clima o dalla dieta a una variabile demografica, il sesso, che gli studi sulla longevità raramente isolano con questa nettezza.

La notizia rientra in un filone che la stampa scientifica anglosassone segue da anni: le zone blu, le regioni del pianeta dove si registra una concentrazione anomala di ultracentenari. La Sardegna è tra queste, e il caso di Bolotana ne rappresenta una possibile estensione geografica.

Le zone blu sono diventate, negli ultimi due decenni, un genere editoriale oltre che un oggetto di ricerca. Il termine indica aree geografiche dove la proporzione di persone che superano i novant'anni e i cento è significativamente più alta della media. La Sardegna è una delle zone blu riconosciute, insieme a Okinawa in Giappone, Ikaria in Grecia, Nicoya in Costa Rica e Loma Linda in California.

Il servizio del Guardian su Bolotana aggiunge un tassello a questa mappa. Il paese è descritto come un piccolo centro di montagna, e la distanza dalla zona blu originaria dell'isola è indicata in circa 70 miglia. Se lo studio regge, la longevità sarda non sarebbe concentrata in un'unica area ma distribuita su un territorio più ampio, con caratteristiche simili.

Il dato centrale è quello sulle donne. Il 13 per cento di coloro che raggiungono i 70 anni arriva a un secolo di vita. È una percentuale che, secondo il Guardian, giustifica la conclusione che la longevità sia innanzitutto una questione femminile. La ricerca sulla longevità ha da tempo osservato che le donne vivono più a lungo degli uomini in quasi tutte le popolazioni, ma la concentrazione in specifiche aree geografiche resta un fenomeno da spiegare.

Le ipotesi che circolano nella letteratura scientifica e nella stampa internazionale riguardano la dieta, l'attività fisica legata alla vita di montagna, le reti sociali e familiari, e in parte la genetica. Il Guardian, nel servizio, non attribuisce la longevità di Bolotana a una causa unica. La notizia è la scoperta di una concentrazione, non la sua spiegazione.

C'è un aspetto che riguarda tutte le regioni alpine e appenniniche italiane, e quindi anche il Trentino-Alto Adige. L'Italia è un paese che invecchia, con una popolazione di circa 59 milioni, bassa natalità ed emigrazione costante dei giovani. Le aree interne e di montagna sono quelle dove l'invecchiamento è più visibile: paesi che restano abitati soprattutto da anziani, con servizi che si riducono e scuole che chiudono.

La longevità, in questo quadro, ha due facce. Da un lato è un indicatore di qualità della vita, di alimentazione e di coesione sociale. Dall'altro è un onere per i sistemi sanitari e assistenziali, che devono seguire popolazioni anziane distribuite su territori vasti e poco densamente abitati. The Local Italy, nella rassegna di giovedì, riferisce che un'authority ha descritto il sistema sanitario italiano come prosciugato da "tagli invisibili". Le due notizie, lette insieme, raccontano la stessa tensione.

Per una provincia come quella di Bolzano, che ha competenza primaria in materia sanitaria e sociale, il tema non è astratto. Le valli laterali dell'Alto Adige e del Trentino hanno in comune con i villaggi sardi dell'interno la distanza dai centri ospedalieri e la difficoltà di garantire assistenza domiciliare. La longevità femminile, se confermata, allunga la fase di vita in cui quell'assistenza serve.

Il Guardian non fornisce, nel servizio, dettagli sul disegno dello studio né sul numero assoluto di centenari coinvolti. La notizia si basa sulla percentuale e sulla localizzazione. Chi volesse trarre conclusioni operative per altre regioni dovrebbe attendere pubblicazioni più dettagliate, che il quotidiano britannico non cita.

Resta il valore giornalistico della storia. La stampa anglosassone torna periodicamente sull'Italia per raccontare longevità, dieta e stili di vita, spesso con un tono che mescola scienza e curiosità. Il caso di Bolotana rientra in questo filone, ma con un elemento più solido: non una ricetta, ma un dato demografico localizzato, che sposta il dibattito dalla dieta individuale alle condizioni strutturali di un territorio.

Per il Trentino-Alto Adige la lezione è di metodo. Le regioni alpine italiane condividono con la Sardegna interna una caratteristica: sono territori dove le persone vivono a lungo, ma dove i giovani spesso partono. Studiare la longevità senza studiare l'emigrazione giovanile significa guardare metà del fenomeno. La longevità di un villaggio di montagna è anche il rovescio della sua denatalità.

Il Guardian chiude il servizio senza trarre conclusioni sulle politiche pubbliche. La conclusione che si può trarre, con prudenza, è che la longevità italiana continua a essere un oggetto di interesse internazionale, e che le aree interne e montane ne sono il laboratorio più interessante e meno compreso.

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