REGIONI
Il Guardian scopre a Bolotana una nuova zona blu delle centenarie
Nel villaggio del Marghine il 13 per cento delle donne che superano i settant'anni arriva al secolo: la longevità sarda torna sulla stampa internazionale
Gavino Sanna1,035 wordsEdition №138giovedì 8 ottobre 2026 — Edizione № 138
Il Guardian ha dedicato giovedì un reportage a Bolotana, villaggio di montagna del Marghine, dove secondo uno studio citato dal quotidiano britannico il 13 per cento delle donne che raggiungono i settant'anni arriva a compierne cento. La località si trova a circa settanta miglia dalla zona blu storicamente identificata sull'isola, quella dell'Ogliastra e della Barbagia.
La conclusione degli autori, come la riassume il Guardian, è che il segreto della longevità sia in primo luogo questione di genere: essere donna, e in particolare donna in una parte della Sardegna. Il giornale apre così un nuovo capitolo in una vicenda demografica che da anni interessa la stampa scientifica e sanitaria internazionale.
Per la Sardegna la notizia ha un peso che va oltre la curiosità epidemiologica. Le aree interne dell'isola sono le stesse che perdono abitanti ogni anno, e una ricerca condotta in un villaggio di poche migliaia di residenti riporta l'attenzione mondiale su un territorio che raramente entra nell'agenda dei media stranieri per ragioni diverse dallo spopolamento.
Il reportage del Guardian prende le mosse da Bolotana, comune del Marghine a poca distanza dai centri che la letteratura internazionale sulla longevità ha reso noti da oltre vent'anni. Il dato attorno a cui ruota il pezzo è preciso: nella comunità il 13 per cento delle donne che tagliano il traguardo dei settant'anni arriva a cento. Il quotidiano britannico lo presenta come il possibile nucleo di una nuova zona blu sarda, distinta da quella ogliastrina e barbaricina.
La definizione di zona blu non è un titolo scientifico ma una categoria divulgativa, entrata nel linguaggio comune attraverso la ricerca sulla demografia estrema e poi ripresa da National Geographic e da molta stampa anglosassone. La Sardegna figura tra le aree originarie di questo elenco, insieme a Okinawa, Ikaria, Nicoya e Loma Linda. Che il Guardian torni sull'isola con un villaggio diverso da quelli canonici segnala quanto il tema resti produttivo per i media stranieri.
Il punto che il giornale mette in evidenza è la disparità di genere. La longevità estrema, scrive il Guardian, riguarda soprattutto le donne: a Bolotana come altrove il rapporto tra centenarie e centenari è fortemente sbilanciato. È una osservazione che la letteratura epidemiologica internazionale ripete da tempo e che il pezzo usa per spostare l'attenzione dalla dieta o dal paesaggio a fattori sociali e biologici.
La storia delle zone blu sarde si è costruita anche su un certo racconto romantico: il vino canonau, il pecorino, le camminate sui pendii, la rete familiare che non lascia solo nessuno. La copertura straniera vi ha aggiunto negli anni un interesse più ambivalente, legato al turismo sanitario e alla curiosità per le diete. Il reportage di Bolotana resta sul terreno della ricerca demografica, senza scivolare nella promozione enogastronomica.
Per il Marghine e per l'interno dell'isola la visibilità internazionale ha un doppio effetto. Da un lato conferma che esistono territori capaci di attrarre attenzione per la qualità della vita e non solo per le spiagge della costa. Dall'altro espone un villaggio di poche migliaia di abitanti a un interesse che raramente si traduce in servizi, lavoro o trattenimento dei giovani, che restano i problemi segnalati da chiunque osservi la demografia sarda con occhio non celebrativo.
La distanza dalla zona blu originaria, settanta miglia secondo il Guardian, non è solo geografica. L'Ogliastra e la Barbagia hanno costruito attorno alla longevità un'identità consolidata, con studi longitudinali e una certa notorietà turistica. Il Marghine, che comprende centri come Bolotana, è un territorio di transizione tra la pianura di Ottana e le alture verso Nuoro, con un'economia agricola e pastorale e una popolazione che invecchia senza essere sostituita.
Il Guardian non avanza ipotesi definitive sulle cause. Il pezzo, come è prassi nella copertura anglosassone della longevità, lascia aperte le spiegazioni genetiche, ambientali e sociali. Questa prudenza è significativa: dopo anni di semplificazioni sulle diete mediterranee, la stampa internazionale sembra più cauta nel tradurre la demografia estrema in ricette di vita.
Resta il fatto che una notizia di questo tipo, pubblicata su un quotidiano britannico di riferimento, ha una ricaduta concreta sull'immagine dell'isola. Le redazioni estere che cercano storie italiane fuori dai percorsi abituali trovano in Sardegna un tema ricorrente. Bolotana entra così in un catalogo che comprende i nuraghi, il carnevale di Ottana e le coste della Gallura, ciascuno con un pubblico diverso.
Per chi amministra i piccoli comuni dell'interno, la domanda è se questa attenzione possa servire a qualcosa di diverso dalla citazione. Le esperienze degli ultimi decenni suggeriscono che la visibilità non basta: senza trasporti, presidi sanitari e occasioni di lavoro, il riconoscimento internazionale resta una nota a piè di pagina nei bilanci demografici. Il Guardian non affronta questo aspetto, e non è compito suo farlo.
Il tema della longevità ha anche una dimensione sanitaria che riguarda tutta l'isola. Una popolazione che invecchia in un territorio a bassa densità significa assistenza più costosa e più difficile da organizzare. La copertura straniera tende a raccontare i centenari come una risorsa; le amministrazioni locali li conoscono anche come un onere logistico, in un contesto in cui i servizi di prossimità sono da anni in ritirata dalle aree interne.
Il reportage del Guardian si inserisce in una stagione in cui la stampa internazionale guarda all'Italia attraverso la lente demografica: bassa natalità, invecchiamento, emigrazione giovanile. La Sardegna offre a questa narrazione un caso doppio, fatto di record di longevità e di perdita di residenti. Tenere insieme le due cose è ciò che rende l'isola un laboratorio osservato da fuori, con interesse non sempre benevolo.
Nelle prossime settimane si vedrà se la segnalazione su Bolotana resterà un episodio o se attirerà ricercatori e testate come è accaduto per i villaggi ogliastrini. Il precedente insegna che l'attenzione internazionale arriva a ondate e poi si sposta. Per i comuni del Marghine la partita vera non si gioca sulle pagine dei giornali stranieri, ma su chi resta a viverci.
