The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
Back to the edition

OPINION

Bonino, e l'Italia che il mondo ha scelto di raccontare

La Redazione329 wordsEdition113sabato 12 settembre 2026 — Edizione № 113

Il Guardian e il New York Times hanno annunciato ieri la morte di Emma Bonino a 78 anni con parole che vale la pena pesare. Il quotidiano britannico la descrive come la politica radicale che guidò le campagne per legalizzare aborto e divorzio "contro le obiezioni del Vaticano"; quello americano scrive che in quasi cinquant'anni di politica esercitò un'influenza sproporzionata sul discorso italiano, contribuendo a erodere il peso politico della Chiesa cattolica. Nessuno dei due titoli indugia sui ministeri, sulle cariche, sulle alleanze: il metro scelto è la trasformazione dei costumi.

È una scelta di inquadratura che dice qualcosa di noi. All'estero l'Italia interessa soprattutto quando mette in scena un conflitto tra la coscienza individuale e un'autorità antica: il Vaticano, la famiglia, la provincia. Le stagioni di governo, le manovre finanziarie, le riforme istituzionali scivolano via; restano le battaglie sui diritti, che si possono raccontare con una domanda semplice e una risposta netta. Bonino ha prestato a questo schema una figura coerente per mezzo secolo, ed è per questo che i necrologi stranieri hanno potuto scriverli quasi senza contesto.

Il limite di quella lente è noto a chi vive qui. Ridurre una vita politica alla contesa con la Chiesa significa perdere la fatica quotidiana delle istituzioni, il lavoro nei corridoi, le mediazioni che non fanno notizia. Significa anche lasciare in ombra una parte del paese che con quelle battaglie non si è mai riconosciuta, e che pure esiste ed è maggioranza silenziosa in molte regioni. Il mondo ci guarda volentieri mentre litighiamo sui principi; ci guarda molto meno mentre proviamo ad amministrarli.

Da questa redazione, che legge l'Italia attraverso gli occhi altrui, prendiamo atto di una cosa: le figure che restano nel racconto internazionale sono quelle che hanno saputo dare al paese una questione, non una poltrona. È un criterio severo, forse ingiusto, ma è quello con cui veniamo misurati. Chi vuole essere ricordato fuori dai confini deve accettare di essere ricordato per una domanda, non per un incarico.

Share